mercoledì 29 marzo 2017

Juve, Pjaca si infortuna con la Croazia: fuori in barella con le mani sul volto

Nuovo k.o. per la punta durante l'amichevole tra Estonia e Croazia, col bianconero accasciatosi dopo un brutto movimento col ginocchio e costretto a uscire al 65'
La Croazia è fatale, ancora una volta. Dopo l'infortunio al perone dello scorso ottobre, Marko Pjaca torna infatti a infortunarsi con la maglia della sua nazionale. Oggi, durante l'amichevole internazionale tra Estonia e Croazia, l'attaccante bianconero ha eseguito un brutto movimento con il ginocchio accasciandosi immediatamente a terra con le mani sul volto. Ancora non si conosce l'entità dell'infortunio, ma le prime immagini non confortano. Pjaca è stato costretto ad uscire dal campo al 65', in barella, sostituito da Coric in un match chiusosi poi 3-0 in favore dell'Estonia, mentre nella Croazia giocavano anche Perisic e Rog. Brutta notizia dunque per la Juve, che domenica sera sfiderà il Napoli al San Paolo. Si attende ora di conoscere la reale entità dell'infortunio. E la Juve trema. Continua a leggere….


M5S, euro sì o euro no? Prima il dietrofront sul referendum, poi la precisazione: "Il blog ospita solo riflessioni, programma scelto dai cittadini"

M5S, euro sì o euro no? Prima il dietrofront sul referendum, poi la precisazione: "Il blog ospita solo riflessioni, programma scelto dai cittadini"
Euro sì o euro no? Il dilemma agita i 5 Stelle e dopo il dietrofront sul referendum per uscire dal circuito della moneta unica, contenuto nei dieci punti del programma esteri del Movimento illustrati sul blog di Beppe Grillo, arriva una nota in cui si sottolinea che "i contributi che di volta in volta vengono pubblicati sul blog di Beppe Grillo hanno uno scopo del tutto informativo, affinché la cittadinanza possa maturare le sue idee e le sue opinioni su un tema specifico e partecipare poi alla realizzazione del programma M5S"."Ogni decisione sulle future vie da intraprendere, che riguardi l'Euro, la politica estera o interna, saranno condivise con i cittadini e ufficializzate a seguito delle votazioni online", si legge ancora. "Questo - prosegue la nota - è il processo che da sempre caratterizza l'azione del M5S: informare la cittadinanza, offrendo spunti e riflessioni di esperti che vadano oltre il consueto mainstream, in un'ottica di allargamento delle prospettive finalizzata alla produzione di un dibattito necessario, proficuo e democratico".A cinque giorni dalla presentazione alla stampa estera del libro a 5 Stelle dei cittadini per l'Europa durante la quale Luigi Di Maio ha ribadito l'intenzione di M5s di istituire, una volta al governo, con una legge costituzionale, il referendum consultivo sull'euro, sul blog di Grillo ieri è stata proposta un'altra strada: "La reintroduzione in Italia di quella che possiamo chiamare una 'moneta fiscale', una moneta che non è moneta legale e quindi non va a violare i nostri trattati, ma che possa restituire al governo la capacità di effettuare un piano di investimenti e per sostenere il reddito dei cittadini, insomma un piano di rilancio", si legge su nei punti del programma esteri del Movimento.


Matteo Renzi: "Io avrei votato la decadenza di Minzolini". Poi l'ex premier attacca M5s

"Io avrei votato per la decadenza di Minzolini, non perché penso che questa vicenda non sia molto strana, ma perché non penso che il Senato sia il quarto grado della magistratura". Lo dice Matteo Renzi che torna a parlare, questa volta al Corriere Live.Per l'ex premier è tempo anche di affrontare le critiche sul giglio magico. "E' uno dei temi più ridicoli. Sto scrivendo un libro dove il passaggio delle nomine e della scelta delle persone segna la vera frattura tra me e un mondo della politica romano che è la vera causa su cui ho perso la sfida. Vorrei essere giudicato - dice - sulle cose che abbiamo fatto. Siamo arrivati a palazzo Chigi un mese prima di nomine importanti. Non ho scelto nessun fiorentino. Ho chiamato Delrio, De Vincenti, Padoan. Ho avuto un gruppo di collaboratori che auguro a chiunque: Lotti, Boschi e Manzione. E in nome di questo pseudo giglio magico si è fatta una polemica semplicemente allucinante".In tema M5s Renzi ricorda poi che "da parte della politica c'è stato un atteggiamento culturalmente subalterno al grillismo per cui se c'è un avviso di garanzia devi dimetterti. Il mio governo - e ne sono orgoglioso - è andato in Aula, su Bubbico che ora è in Mdp, a dire che non si chiedono le dimissioni di chi è indagato: è un fatto di civiltà giuridica. Non accetto la cultura grillina, garantista a giorni alterni se è indagata la Raggi, o l'ondata giustizialista tipica di un atteggiamento manettaro. Quelli che volevano i lodi per sfangare i processi erano gli altri". Continua a leggere……..


Dalla Brexit alla Scoxit: la Scozia approva referendum bis per l'indipendenza dal Regno Unito

La proposta era stata presentata nei giorni scorsi dalla first minister e leader indipendentista dell'Snp, Nicola Sturgeon. Il voto del parlamento di Edimburgo arriva alla vigilia dell'attivazione, da parte della premier britannica Theresa May, dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona che regola l'uscita dall'Ue
LONDRA – Dalla Brexit alla Scoxit: i nipoti di Braveheart ci riprovano. Mentre la Gran Bretagna muove domani il primo passo ufficiale per uscire dall’Unione Europea, la Scozia inizia il cammino per uscire dalla Gran Bretagna. Sembra un paradosso, una ripicca, una vendetta, invece è solo la politica: la scossa di assestamento del terremoto provocato nove mesi dal referendum britannico sulla Ue. Con 69 voti a 59, il parlamento di Edimburgo ha approvato oggi pomeriggio la richiesta del proprio governo di indire un nuovo referendum per l’indipendenza dal Regno Unito. "Questo non è il momento", rimane la risposta di Theresa May, secondo cui sarebbe una distrazione dalla trattativa con Bruxelles e non permetterebbe agli scozzesi di decidere conoscendo il risultato di quella trattativa e le conseguenze anche per la loro regione."Lo faremo al momento giusto", replica Nicola Sturgeon, premier del governo di Edimburgo: cioè nell’autunno 2018, quando il negoziato fra Londra e Ue sarà già concluso per permettere ai parlamenti di ratificare l’eventuale accordo entro i due anni di tempo previsti della trattativa.Si profila così un drammatico braccio di ferro legale e costituzionale fra Gran Bretagna e Scozia. In teoria il governo centrale può rifiutare l’autorizzazione a organizzare un referendum. In pratica, facendolo, sconfesserebbe due decenni di devolution che hanno aiutato a tenere insieme il Paese. E la miccia di tutto è stata naturalmente la Brexit: perchè a livello nazionale, nel referendum di nove mesi fa, ha vinto il no alla Ue, sia pure di misura, 52 a 48 per cento, ma in Scozia ha vinto nettamente il sì all’Europa, 62 a 48 per cento. E questa contraddizione, fra quello che vuole il centro e quello che vuole una regione, sta rivelandosi insanabile. Continua a leggere……


martedì 28 marzo 2017

Brexit, ecco i super esperti che negozieranno tra Ue e Londra

Il grosso del lavoro dei due anni di negoziati per la Brexit tra Unione europea e governo inglese sarà svolto da otto personalità con grande esperienza, quattro uomini e quattro donne. Scopriamo chi sono
Ci sono due squadre che per due anni lavoreranno nei negoziati per l'uscita del Regno Unito dall'Europa. L'attivazione dell'articolo 50, prevista domani, farà partire domani il processo della Brexit.
Le decisioni più importanti per ovvie ragioni spetteranno a Downing Street e ai governi europei, ma le squadre di esperti, formate da quattro uomini e altrettante donne, porteranno avanti il grosso del lavoro. Vediamo chi è che compone questi due gruppi.
La squadra dell'Unione europea
Michel Barnier, francese, 66 anni, è il negoziatore capo per la Brexit scelto dall'Ue. Gollista fin da giovane (centrodestra), si è fatto strada dalla natia Savoia diventando un veterano della diplomazia francese ed europea. Più volte ministro - agli Esteri, gli Affari Europei, l'Ambiente e l'Agricoltura - per due mandati ha ricoperto l'incarico di commissario europeo, occupandosi nel primo caso di politiche regionali, nel secondo di mercato interno. In quest'ultimo ruolo si scontrò con la City di Londra, chiedendo regole più rigide dopo la grave crisi finanziaria del 2008. I britannici si aspettano che sia un negoziatore duro, ma riconoscono che è un pragmatico. Continua a leggere……..

Intervista alla centrocampista dell’A.C.F.Alessandria Irene Barbesino

Barbesino:”Centrocampista granitico, ne prende un sacco e rimane sempre in piedi”
by Federica Ghisolfi
1) Quando hai iniziato a dare i primi calci al pallone?
Ho iniziato a cinque anni e mezzo con la Don Bosco maschile, ho avuto qualche difficoltà all’inizio con un allenatore, non voleva farmi giocare perché femmina, poi una volta mi ha fatto giocare e da lì ha continuato, ed è diventato pure il mio padrino.
2) Chi ti ha invogliato a giocare?
In realtà non c’è qualcuno che mi ha invogliato, già da piccolina calciavo qualsiasi cosa ci fosse a terra, quando andavo a vedere mio padre giocare con i suoi amici a calcetto, entravo in campo perché volevo giocare anche io e finchè a fine partita non mi regalavano il pallone non me ne andavo.
3) I tuoi genitori ti hanno appoggiato nella scelta di giocare in questo sport?
Si mi hanno sempre appoggiato, all’inizio mia mamma era più d’accordo, infatti mi portò proprio lei a giocare, mio papà aveva paura che potessi farmi male con i maschi, poi ha cambiato totalmente pensiero, tanto che quando sonon passata alll’Alessandria femminile, lui ha iniziato ad allenare li.
4) Cosa significa per te giocare la domenica?
Diciamo che una delle mie citazioni preferite è proprio “vivo 90 minuti alla settimana”. E appunto, in base al risultato e alla nostra prestazione della domenica so già come sarà la mia settimana, per esempio quando non diamo tutto o la partita non va come ci eravamo preparate rimango tutta la settimana con il pensiero.
5) Se tornassi al passato sceglieresti sempre il calcio?
Si tutta la vita.
6) Oltre al calcio c’è qualche altro sport che ti appassiona?
In generale molti sport mi appassionano, ma l’unico che mi piace praticareè il calcio.
7) Se non sbaglio ha sempre  indossato la maglia grigia, raccontami le tue esperienze dalle giovanile fino alla prima squadra
A 11 anni sono passata all’Alessandria femminile, dopo già numerose proposte negli anni passati, e dagli Esordienti fino alla Primavera avevamo un gruppo bellissimo, sia in campo che fuori, eravamo tutte ragazze con tanta voglia di imparare e stavamo crescendo insieme. Dopo la Primavera io e altre ragazze siamo passate in prima squadra, partendo da zero e creando un altro gruppo da invidiare, e li penso di avere fatto i miei migliori progressi con mister Cantone in questi quattro anni, e spero di continuare a migliorare e dare il mio sostegno a questa squadra.
8) Tu alessandrina doc, cosa significa per te indossare la maglia grigia?
La maglia grigia e quello stemma che abbiamo sul petto significano moltissimo per me, stiamo rappresentando la città in cui sono cresciuta, ed è un onore indossare questa maglia.
9) Come è Irene fuori dal rettangolo da gioco?
Sono una ragazza normale, mi piace divertirmi, uscire con gli amici e dare il meglio di me in tutto.
10) Hai sempre svolto i ruolo di centrocampista?
No, con i maschi ho giocato come terzino, poi alla femminile all’inizio attaccante, in seguito trequartista e infine centrocampista. Sicuramente il ruolo di centrocampista è quello che ho svolto per la maggior parte della mia carriera, ed è quello che mi si addice di più.
11) Se dovessi esprimere un desiderio per quanto riguarda il tuo futuro nel calcio, cosa desidereresti?
Fin da bambina il mio sogno, è sempre stato quello di indossare la maglia azzurra.
12) Quale è il tuo idolo? E perché?

Il mio idolo da sempre è Nedved, perché mi è sempre piaciuta la sua grinta, la sua voglia di sacrificarsi e dare il meglio in campo, poi sicuramente un altro giocatore che mi piace molto di questi tempi è Dybala.

Vitalizi dei parlamentari, l’ultimo problema di facciata degli odiatori di professione

Il Fatto Quotidiano
L’Italia è affranta da innumerevoli problemi, quali l’enorme debito pubblico, la carenza di innovazione tecnologica e di investimenti, l’obsolescenza e carenza delle infrastrutture, l’ipertrofia legislativa e della burocrazia, l’evasione fiscale diffusa, la corruzione, i furbetti (più opportuno chiamali parassiti) di vario genere, le corporazioni fortissime che inibiscono qualsiasi riforma.A giudicare però da ciò che si vede e si legge sui media e sui social, sembra che le priorità (almeno quelle percepite) siano altre e infatti, con qualche pregevole eccezione, i temi dibattuti con ferocia sono altri. Soprattutto i giornalisti, gli intrattenitori televisivi e i politici, anziché impegnarsi nel promuovere consapevolezza e opinione informata e nel mantenere aperto un dialogo costruttivo sui temi vitali, sembrano perseguire scopi del tutto personali e legati a convenienze di vario genere, dalla promozione dell’ultimo libro (magari attraverso compiacenti marchette televisive gentilmente offerte da colleghi) alla frenetica ricerca di audience e di incremento delle copie vendute, alla coltivazione di bacini elettorali ancorché disinformati o, peggio, volutamente fuorviati.Mentre il buon senso inviterebbe a mantenere alta la pressione sull’esecutivo, sui legislatori, sugli amministratori, sul potere giudiziario e sugli altri organi di controllo affinché ciascuno dei problemi venga affrontato e risolto in modo organico, non passa giorno che non risuonino invettive tese a focalizzare l’attenzione su problemi di impatto marginale che così nell’immaginario collettivo vengono eletti a causa prima, rimossa la quale tutto potrebbe andare bene.Così, per esempio, i vitalizi dei parlamentari (riformati radicalmente nel 2012, da allora la loro pensione sarà completamente contributiva) sono diventati il Problema.Ovviamente il rapporto tra attività dei parlamentari e loro retribuzione è degno di attenzione, anche se sarebbe più importante pretendere presenza costante in aula e dimostrazione di capacità nel ruolo piuttosto che non risparmi sulle indennità e sui vitalizi, ma l’attenzione parossistica al vitalizio è assolutamente sproporzionata alla dimensione del problema e agli effetti benefici della sua revisione retroattiva. Continua a leggere……


Emma Bonino non si schiera sulle primarie dem: "Ho scritto sms a Orlando dopo la marcia di sabato, ma non sono del Pd"

“Il discrimine ‘Europa Sì, Europa no’ è secondo me oggi fondamentale. Cruciale”. Emma Bonino, ex ministra degli Esteri e leader radicale, non ha dubbi. Insieme all’autodeterminazione e ai diritti civili, la questione europea è il tema con cui questi tempi moderni devono fare i conti.Bonino, lei si è congratulata con il ministro della Giustizia Andrea Orlando. C’è in questo gesto un endorsement in vista delle primarie del Pd.Ma per favore! Se vado al Lingotto, mi dicono che appoggio Matteo Renzi. Se mando un sms, mi dicono che appoggio Andrea Orlando. Ma insomma, sono tutte follie. Non sono del Pd e non ho niente da interessarmi delle loro cose. Veramente.
Insomma, è questione di dialogo, in ottica radicale, aperto e con tutti?
Già. È inutile guardare indietro. Sono 50 anni che basta guardare davanti. Capisco che è meno sexy: ma insomma, per quanto ci riguarda è quella la strada. Ho scritto a Orlando perché sono contenta che sia andato alla marcia di sabato scorso.Sabato, in occasione del 60° anniversario dei Trattati di Roma, anche Radicali Italiani ha aderito alla manifestazione organizzata dai federalisti europei e sono scesi in piazza. Ero ammalata, sono chiusa in casa da martedì e sono ancora a letto. Semplicemente sono contenta che Orlando abbia partecipato alla marcia: mi è sembrato un atto importante. Altri non la pensano così. Ma per me il discrimine fondamentale dei nostri tempi è quello tra i nazionalismi e l’Europa.

Chelsea, Conte miglior allenatore della Premier dell'ultimo decennio

L'allenatore italiano, che molti davano per spacciato mesi fa, sta guidando i Blues al titolo e ha una percentuale di vittorie del 79%, cioé quasi 9 punti in più di quel 70,8% che fino all'anno scorso era il record imbattuto di Sir Alex Ferguson. Mou è fuori dalla top ten
Con dieci punti di vantaggio sul Tottenham, è quanto mai evidente che solo il Chelsea potrebbe buttar via il titolo di Premier League, anche se a settembre erano probabilmente in pochi a scommetterci davvero: a quel tempo, infatti, c'era addirittura chi sosteneva che Antonio Conte sarebbe stato cacciato presto, complice il sofferto pareggio contro Swansea, la sconfitta in casa col Liverpool e i primi capricci (leggi mal di pancia) di Diego Costa. Invece Roman Abramovich ha voluto andare avanti col tecnico italiano da lui personalmente scelto e laddove non bastassero i risultati a dargli ragione, ci pensano le statistiche di View From The Dugout, che hanno eletto Conte il miglior allenatore della Premier League dell'ultimo decennio, con una percentuale di vittorie addirittura del 79%. Ovvero, quasi 9 punti in più di quel 70,8% che fino all'anno scorso era il record imbattuto di Sir Alex Ferguson, ora scalzato al secondo posto e l'unico dei primi quattro nomi in lista a non avere un passato a Stamford Bridge, visto che dopo di lui si sono piazzati gli ex Blues Guus Hiddink, col 64,5% di successi, e Carlo Ancelotti, col 63%. Continua a leggere…..


Vattuone: Ok a rifinanziamento missioni internazionali con nuove procedure

Pubblicato il 8 marzo 2017 in Comunicati Stampa, Esteri, Stampa
“Oggi per la prima volta votiamo il provvedimento sulle missioni internazionali con la nuova procedura che abbiamo introdotto a luglio dello scorso anno. E’ un cambiamento sostanziale che determina maggiore stabilità delle risorse, maggiore capacità di programmazione anche operativa, e rende più esplicito e incisivo il contributo del Parlamento. “. Lo afferma il senatore Vito Vattuone, capogruppo Pd in commissione Difesa e relatore del dl Missioni.“Nel testo sono individuati come di consueto i contesti strategici ed operativi in cui si ritiene necessario intervenire nel 2017. Riconfermate dunque la missione Unifil in Libano – spiega Vattuone – la missione di sostegno sanitario “Ippocrate” con 300 uomini sul territorio libico, la missione delle nazioni unite Unsmil per il supporto alla ricostruzione politica del Paese, la missione bilaterale per il sostegno alla guardia costiera libica e la missione europea Eunavformed, cui si aggiunge anche l’operazione militare nazionale Mare sicuro. Attenzione viene inoltre riservata al complesso delle missioni nei Balcani (538 unità impiegate) e in Afghanistan (900 uomini impiegati). Alla luce della situazione internazionale – conclude Vattuone – le ragioni del nostro impegno si sono ulteriormente rafforzate tanto più oggi in cui l’Italia può rivendicare, non solo una collocazione internazionale consolidata ma anche la consapevolezza di aver contribuito a formare le priorità delle politiche di sicurezza e difesa dell’Ue e della Nato”.

Dopo di Noi: gli step della legge e come attivarlo

Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo, sta ora alle regioni definire gli specifici interventi ai quali possono accedere i cittadini con grave disabilità, privi del sostegno familiare
La Legge per il “Dopo di noi” (Legge 112 del 22 giugno 2016) inizia finalmente ad entrare nella sua fase di concreta attuazione. Approvata e pubblicata lo scorso giugno per dare risposta alle famiglie di disabili gravi che intendono dare un futuro sicuro e possibilmente de istituzionalizzato ai loro cari, a novembre era stato definito uno dei due decreti necessari all’applicazione della Legge. Il primo dei due avrebbe dovuto stabilire, tra le altre cose, interventi e parametri d’accesso al fondo specifico istituito ad hoc (90 milioni di euro); il secondo le regole relative alle agevolazioni introdotte per favorire l’istituzione di trust e vincoli di destinazione dei beni da parte delle famiglie. Il ritardo nell’approvazione dei decreti era stato registrato da molti con preoccupazione, ma la situazione ora si è sbloccata: vediamo quindi a che punto siamo con la concreta applicazione di questa legge, a lungo attesa dalle famiglie delle persone con disabilità.
DECRETO AGEVOLAZIONI E TRUST – Un recente chiarimento dell’onorevole Elena Carnevali (relatrice della legge sul Dopo si Noi, ndr) ha sgomberato il campo dall’attesa  del decreto attuativo per rendere operativo l’articolo 6 della Legge - quello sulle agevolazioni fiscali e tributarie per i trust, i vincoli di destinazione e i fondi speciali composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione. “Non serve alcun decreto per rendere operativo l’articolo 6 della legge 112/2016, la norma è autoappalicativa” ha affermato l’onorevole nell'ambito di un convegno organizzato a Pavia lo scorso febbraio dall’Anffas.  Pertanto è già possibile accedere alle agevolazioni che prevedono, in particolare, l’esonero, a partire dal 1 gennaio 2017 dall’imposta di successione e donazioni  e l’applicazione in misura fissa delle imposte di registro, ipotecarie e catastale, su trasferimenti di beni e diritti conferiti in trust o gravati da vincoli di destinazione o destinati a fondi speciali istituiti in favore delle persone con disabilità grave. Continua a leggere……


La banda di Orgosolo che progettava il furto della salma di Enzo Ferrari: 34 arresti

SARDEGNA
Tra gli altri disegni criminosi progettavano di trafugare la salma del Drake per chiederne un riscatto: eseguiti 34 ordini di custodia cautelare e numerose perquisizioni disposte dal gip di Cagliari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia
NUORO - Rapire la salma di Enzo Ferrari e chiedere un forte riscatto per restituirla. Il progetto di una banda, che trafficava armi e droga, è stato sventato dai carabinieri, che hanno arrestato 34 persone fra Sardegna, Emilia, Lombardia, Veneto e Toscana. Il piano per trafugare il corpo di Ferrari era già molto avanti; un pregiudicato di Orgosolo residente a Parma aveva già compiuto un sopralluogo nel cimitero di San Cataldo a Modena dove è sepolto Ferrari e insieme a un gruppo di complici aveva messo a punto l’azione: un blitz notturno con due auto e un furgone, l’irruzione nella cappella, lo smantellamento della grande lastra di marmo grigio, custodia del corpo in un rifugio provvisorio sull’Appennino e l’estorsione. Su quest’ultima parte del piano - vittime probabili il figlio Piero o la stessa società automobilistica di Maranello - sono ancora in corso indagini. Continua a leggere…..


Allegri re d'Europa, nessuno ha una media-punti simile

Il tecnico della Juventus vanta numeri eccezionali anche in confronto con i migliori allenatori delle altre grandi. E ora la Juve vuole blindarlo
Sarri gli ha "soffiato" la Panchina d'oro e lui sportivamente l'ha applaudito, ma Massimiliano Allegri ha di che consolarsi: a parte il fatto che la sua Juventus è in piena corsa su tutti i fronti (e lanciata - autorizzati tutti gli scongiuri dei tifosi - verso il sesto scudetto consecutivo), il tecnico della squadra campione d'Italia può vantare una serie di numeri che lo pongono al vertice di una ideale classifica per i migliori mister dei principali campionati d'Europa.Come documenta la pagina pubblicata sull'edizione in edicola della Gazzetta, firmata da Filippo Conticello e Fabiana Della Valle, Allegri si impone, con la concretezza di cifre che riguardano soprattutto la media punti (ma non solo), anche su celebrati colleghi come Conte e Ancelotti. E se è vero che il tecnico livornese farebbe gola a tanti club che su di lui vorrebbero impostare ambiziosi programmi, la Juventus sta pensando a blindare il tecnico che, sulla panchina bianconera, ha firmato un'èra vincente. Continua a leggere….

Codici etici ed etica professionale del personale universitario

L'11 aprile, a Novara, keynote seminar del professor Piercarlo Maggiolini
QUANDO::
11/04/2017 -
da 13:00 a 15:00
“Le università che ne fossero prive adottano entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge un codice etico della comunità universitaria formata dal personale docente e ricercatore, dal personale tecnico-amministrativo  e  dagli  studenti dell'ateneo” . Così aveva previsto la Legge 30.12.2010, n. 240 (la cosiddetta “legge Gelmini”), e così hanno fatto, in particolare, le varie università piemontesi fra cui l’Università del Piemonte Orientale, adottando un comune codice etico.Dal 2011, quindi, ogni componente dell’università, non solo all’UPO ma in tutta Italia, in primis il personale docente, ricercatore e tecnico amministrativo, dovrebbe ispirare consapevolmente il proprio comportamento professionale a tale codice. Ma è così? C’è mai stata l’occasione per una discussione ampia e approfondita e una condivisione convinta dei principi e delle norme ivi previsti? Si può “imporre” l’etica per legge, dall’alto? Ma cos’è l’etica professionale in ambito universitario che i codici etici vorrebbero concretizzare? Quali ne sono i principi fondanti? Quali i dilemmi e le sfide etiche concrete?Questi temi saranno al centro del seminario "Codici etici ed etica professionale del personale universitario", affidato al professor Piercarlo Maggiolini (Politecnico di Milano) e che si terrà l'11 aprile alle ore 13.00 a Novara (aula 207, Campus Universitario "Perrone", Via Perrone 18) promosso dai Dipartimenti di Studi per l'Economia e l'impresa e di Scienze del Farmaco e dalla Scuola di Medicina.Il seminario offrirà un’occasione per avviare un processo di riflessione collettiva sulla concreta dimensione etica del lavoro nell’università, nell’interesse di tutti.Il seminario si rivolge innanzitutto al personale che lavora all’università: docente, ricercatore e tecnico amministrativo.

Medicina e Chirurgia: i presidenti dei corsi di laurea si confrontano a Novara

La Scuola di Medicina UPO ospita tra il 31 marzo e il 1° aprile la 125esima riunione della conferenza permanente.
QUANDO::
da 31/03/2017 - 12:00 a 01/04/2017 - 12:00
Il 31 marzo e il 1° aprile 2017 la Scuola di Medicina dell'Università del Piemonte Orientale (Via Solaroli 17 Novara) ospiterà la 125esima riunione della conferenza permanente dei presidenti dei corsi di luarea magistrale di Medicina e Chirurgia (sito). L'edizione novarese sarà coordinata dal professor Marco Krengli, presidente del corso magistrale a ciclo unico all'UPO.

Trump ritira la riforma sanitaria che avrebbe dovuto abolire l'Obamacare. Non aveva i voti

 Numerosi deputati repubblicani avrebbero votato contro
  Il presidente della Camera, il repubblicano Paul Ryan, aveva avvisato che il progetto di legge per sostituire la copertura sanitaria voluta da Obama non avrebbe avuto i consensi sufficienti per essere approvato. Trump: "L'Obamacare esploderà. Ora avanti con il taglio delle tasse" 
24 marzo 2017
 Marcia indietro di Donald Trump sulla riforma sanitaria che avrebbe dovuto sostituire l'Obamacare. I repubblicani, a corto di voti alla Camera Usa, hanno ritirato il loro disegno di legge per la riforma. A chiedere il ritiro è stato direttamente il presidente.
 Cancellato il previsto voto della Camera
  Il voto previsto stasera alla Camera dei rappresentanti è stato dunque annullato.
 Ryan al presidente: non abbiamo i voti
 Poche ore prima, il presidente della Camera, il repubblicano Paul Ryan, era andato alla Casa Bianca per avvisare Trump che, a causa dei numerosi dissidenti interni al partito, il progetto di legge per rimpiazzare la copertura sanitaria voluta da Barack Obama non avrebbe avuto i voti sufficienti per essere approvata. Andare comunque al voto, come aveva tentato di fare Trump negoziando fino all'ultimo con i deputati repubblicani, avrebbe portato alla prima sconfitta parlamentare per il presidente degli Stati Uniti. Secondo fonti del Congresso, Ryan ha infine chiamato Trump mezz'ora prima del voto e il presidente gli ha chiesto di ritirare il disegno di legge.
 Trump: l'Obamacare esploderà.
Ora avanti con il taglio delle tasse  "Ora avanti sulle tasse. E quando l'Obamacare esploderà allora forse i democratici apriranno a un accordo". Così Donald Trump ha commentato, parlando con il Washington Post e il New York Times, la decisione di cancellare il voto sulla riforma sanitaria e di ritirare il provvedimento.  Poi, in conferenza stampa alla casa Bianca, il presidente ha spiegato: il progetto di legge "era molto vicino all'approvazione, era una legge ottima. Sono deluso, ma la prossima volta faremo meglio".  Continua a leggere……



Serie A, Tavecchio annuncia: "Si può partire il 13 agosto"

Il presidente della Figc: "È una possibilità. Il giorno di Ferragosto? No, gli italiani sono altrove. Il match con la Spagna del 2 settembre è cruciale: bisogna fare dei sacrifici..."
L'ipotesi paventata ora è una possibilità concreta. Anticipare ancora l'inizio del campionato di Serie A non è più utopia. "Partire il 13 agosto? È una possibilità: certamente bisogna escludere il giorno di Ferragosto perché è sacrosanto per tutti gli italiani, quindi il riferimento è molto semplice. Certamente pensare di giocare il campionato il 15 è da pazzi perchè gli italiani quel giorno sono da tutt'altra parte". Così si è espresso Carlo Tavecchio, presidente della Figc, al termine del consiglio federale tenutosi oggi a Coverciano.
SACRIFICI — Un'eventualità ancora tutta da vagliare, che deve tenere conto delle esigenze della Nazionale di Ventura e, insieme, dei piani e dei progetti delle squadre di A: "Troveremo la possibilità di trattare con le società di serie A che sono già impegnate nei loro tour estivi e di trovare una soluzione nell'interesse generale - ha spiegato Tavecchio -. Noi dobbiamo pensare che la partita con la Spagna è la partita determinante per la qualificazione, e qualcuno un po' di sacrifici li deve fare...". Il calcio sotto l'ombrellone è ormai davvero una realtà.


Silicon Valley Study Tour, dal 16 marzo incontri a Novara


QUANDO::
30/03/2017 -da 16:15 a 18:15
Torna il progetto promosso dalla Fondazione Novara Sviluppo che darà agli studenti del DiSEI la possibilità di volare in California
Il prossimo 16 marzo torna a Novara il progetto “Silicon Valley Tour”, promosso dalla Fondazione Novara Sviluppo, che vede nuovamente tra i partner attivi il Dipartimento di Studi per l’Economia e l’Impresa dell’UPO.Il “Silicon Valley Study Tour” è un progetto che offre la possibilità agli studenti dell’Upo di vivere in prima persona un’esperienza in Silicon Valley e di poter avviare e intrattenere relazioni con responsabili di aziende della levatura di Ericsson, Facebook, Google, Hewlett Packard, Logitech e con studiosi e ricercatori di istituzioni quali UC Berkeley, Stanford University.Nella fase di preparazione e selezione, attraverso conferenze e testimonianze nelle aule dell’università e di Fondazione Novara Sviluppo, sarà favorita la diffusione delle informazioni, la selezione e la formazione dei futuri partecipanti al bando. Il percorso di avvicinamento alla data di partenza sarà accuratamente pianificato e organizzato, mantenendo vivo il coinvolgimento di tutte le parti interessate, così da valorizzare i benefici per tutti gli stakeholder e il territorio.Sarà il professor Roberto Candiotto, docente di Organizzazione aziendale e Sistemi informativi presso lo stesso DiSEI, ad accompagnare nel tour gli studenti selezionati; è proprio il professor Candiotto a sottolineare come «la visita alle varie realtà imprenditoriali sarà programmata in modo da incoraggiare l’organizzazione delle informazioni – che gli studenti potranno desumere dagli incontri con manager e imprenditori – in report strutturati, così da valorizzare al meglio le intenzioni del progetto: cristallizzare la conoscenza e renderla esplicita, mantenere vive le relazioni fra imprenditori, ricercatori, laureati e i corrispondenti negli Stati Uniti, lanciare idee per tesi e progetti imprenditoriali, ispirare nuovi percorsi».Al rientro in Italia gli studenti partecipanti – che sono iscritti sia a corsi di studio triennali sia magistrali – avranno il compito di realizzare report strutturati che costituiranno la base per lo sviluppo di tesi di laurea e avranno la possibilità di partecipare a incontri e convegni per diffondere sul territorio la conoscenza e i frutti dell’esperienza e, alle parti interessate, le opportunità di contatto con i partner americani.
Il calendario delle conferenze preparatorie si declinerà in quattro incontri, dal 16 marzo al 6 aprile.


Under 21, Italia-Spagna 1-2: gol di Saul e Mayoral. Benassi risponde, ma è tardi

Nel test di lusso dell'Olimpico gli azzurrini soffrono e vanno sotto 2-0 nel primo tempo, poi reagiscono nella ripresa accorciando il risultato, ma non basta per il pareggio
Giovedì scorso, nell’amichevole con la Danimarca, i giovani fenomeni dell'Under 21 spagnola, Denis Suarez e Saul Niguez, si sono alzati dalla panchina a ripresa ampiamente iniziata, hanno segnato e hanno vinto. Oggi erano in campo dall'inizio, e l'Italia ha ballato molto, troppo, nel vano tentativo di tenerli a bada. Finale dall'Olimpico 1-2: Di Biagio voleva un test duro in vista dell'Europeo di giugno e il collega Albert Celades lo ha accontentato, schierando i due '94 che giocano con Barcellona e Real Madrid, accompagnati da gente tipo Hector Bellerin, terzino da 29 presenze stagionali con l'Arsenal. O Inaki Williams, ghanese nato a Bilbao, che dicono piaccia alla Juventus: ha seminato il panico nella difesa azzurra - guarda caso Fabio Paratici era in tribuna, ufficialmente per rivedere Mandragora, che coi bianconeri ha giocato una partita e mezza in Primavera -. Dicono che a Torino piaccia pure Lorenzo Pellegrini, che ha dimezzato lo svantaggio col secondo gol di fila, dopo quello di giovedì alla Polonia, il terzo nelle ultime 4 apparizioni azzurre: il prezzo continuerebbe a salire, se non fosse stato bloccato a 11 milioni dalla clausola che garantisce la "recompra" alla Roma. Come a dire che il gol di stasera all'Olimpico potrebbe essere il primo di una lunga serie. Continua a leggere….


Dopo 60 anni le ultime due suore lasciano l'Afghanistan

Il Papa ne ha parlato durante l'incontro con i fedeli in Duomo
 La notizia riportata da Asia News è stata ripresa da "L'Osservatore Romano". Secondo quanto riportato dai media l'esperienza nel Paese asiatico si sarebbe conclusa per "mancanza di vocazioni"
5 marzo 2017
 Le ultime due suore hanno lasciato l'Afghanistan. La notizia riportata nei giorni scorsi da Asia News è stata ripresa da Papa Francesco durante il suo intervento in Duomo. Le religiose a cui ha fatto riferimento il Pontefice sono due Piccole sorelle di Gesù, Marianne e Catherine, rimaste per 60 anni al fianco dei più bisognosi nella città di Kabul. Le due sorelle hanno lasciato il Paese asiatico - come riporta Asia News - lo scorso febbraio. La motivazione? "Mancanza di vocazioni". "Per tutti questi anni non hanno mai lasciato la capitale -  ha raccontato padre Giuseppe Moretti, a lungo cappellano a Kabul - "non durante l’occupazione sovietica, non sotto i talebani e neanche durante i bombardamenti".  Continua a leggere….


Usa, Trump toglierà fondi a Stati, città e amministrazioni locali che proteggono clandestini

Lo ha annunciato il procuratore generale Jeff Sessions. "Non espellere stranieri privi di permesso condannati penalmente mette l'intera comunità a rischio". Intanto il Congresso nega credenziali stampa alla testata dell'ultradestra Breibart e sentirà Kushner sul russiagate
WASHINGTON - Gli Stati e le città santuario che continueranno a difendere gli immigrati clandestini violando le leggi sull'immigrazione potranno vedersi trattenere o cancellare alcuni fondi federali da parte del Dipartimento di Giustizia: lo ha annunciato il procuratore generale Jeff Sessions, concretizzando un'altra delle promesse elettorali pronunciate dal presidente Usa durante la sua campagna."Non espellere stranieri privi di permesso condannati penalmente mette l'intera comunità a rischio - ha aggiunto Sessions durante un briefing alla Casa Bianca -, soprattutto le comunità di immigrati in quelle giurisdizioni-santuario che cercano di proteggere gli autori" dei reati. Tra queste ci sono San Francisco, Los Angeles, New York, Chicago ma anche lo Stato della California e, citato espressamente dallo stesso Sessions, il Maryland.Il Dipartimento di Giustizia, ha ulteriormente chiarito il procuratore generale, potrebbe ritirare, e potenzialmente reclamare indietro, i fondi assegnati agli Stati, alle città e alle amministrazioni locali che non si allineeranno alla disposizioni delle leggi federali in tema di immigrazione. Per l'attuale anno fiscale, il Dipartimento distribuirà fondi per oltre 4,1 miliardi di dollari, ha concluso Sessions.
Tensioni tra Casa Bianca e i repubblicani. Se Trump prosegue nel suo piano di apportare una stretta all'immigrazione clandestina, un doppio fronte di tensione si apre tra la Casa Bianca e le maggioranze Gop al Congresso. La prima riguarda la Camera e la richiesta di accredito stampa da parte della testata ultraconservatrice Breibart. Accredito che è stato negato, decisione che non farà piacere a Steve Bannon, lo stratega della Casa Bianca, che lo ha creato e diretto. La richiesta di Breibart è stata negata "fino a che non ci saranno risposte" sui rapporti fra la pubblicazione e Bannon. Continua a leggere….


lunedì 27 marzo 2017

La Ferrari s'è desta! Ma serve un Raikkonen 2007

Il GP d'Australia ha mostrato un grande Vettel e una SF70H nettamente più veloce e vicina alla Mercedes rispetto al 2016. C'è però ancora da crescere in qualifica e avere un contributo ancora maggiore da Kimi per aiutare Seb contro Hamilton e Bottas
Tanta soddisfazione, ma nessun trionfalismo. La grande vittoria di Sebastian Vettel in Australia (a proposito: per quello che si è visto, Seb non pare affatto stufo...) ha regalato un'enorme gioia ai tifosi e a tutti gli uomini e le donne della Ferrari, tornata finalmente sul gradino più alto del podio dopo 27 gare. Ma le scottature dell'ultima stagione bruciano ancora, la Mercedes ha dimostrato di essere un avversario forte e il campionato è appena cominciato. Dunque, fedeli alla linea del testa bassa e pedalare, il Cavallino pensa già alla prossima gara in Cina, più consapevole e fiducioso dei suoi mezzi. Che sono tanti. Vediamoli.
PROGETTO VALIDO — Il GP d'Australia ha innanzitutto dimostrato che i test di Montmeló non avevano mentito, il progetto SF70H è valido. Due i momenti salienti del weekend australiano in cui la bontà del lavoro svolto si è vista in modo nitido: la qualifica e il primo stint di gara. Aver recuperato la prima fila sabato, mai vista nel 2016, è un segnale forte. Detto che probabilmente Lewis Hamilton sul giro secco resta un demonio, sapere di poter lottare quanto meno per la seconda casella, significa che la macchina viaggia. Ma soprattutto che si possono impostare gare con strategie ben diverse. Continua a leggere…..


Raro pappagallo notturno scovato in Australia occidentale

Ci sono prove dell'esistenza del pappagallo notturno, una specie rarissima che fino a qualche anno fa si credeva estinta, anche nell'Australia occidentale: per la prima volta in un secolo un avvistamento è stato documentato e confermato nello Stato del Western Australia, grazie a una foto scattata da un gruppo di quattro esperti di "birdwatching". Lo riportano diversi media australiani, tra cui il sito di Abc news. La notizia, molto importante per il mondo scientifico, è diventata in poche ore virale anche su Twitter: "night parrott" figura in cima ai trending topic australiani. Il gruppo, composto da quattro amici "birdwatcher", era da almeno 7 anni alla ricerca di questo "Santo Graal" dell'ornitologia, riporta l'edizione australiana del Guardian. Scattare una foto del genere (l'autore è Bruce Greatwich) è infatti un po' come vincere a una lotteria. Il pappagallo notturno, caratterizzato da piume verdi e oro, ha un comportamento decisamente sfuggente ed è uno degli uccelli australiani più misteriosi. Fino a pochi anni fa si credeva totalmente estinto: quattro anni fa alcuni esemplari sono stati scoperti nel Queensland (a duemila chilometri da questo avvistamento) e solo due anni fa per la prima volta - dal 1890 - un esemplare vivo è stato catturato da alcuni ricercatori.


Alessandria, Bocalon: “Dedico il gol a Federico Zini”

Il gol che ha aperto le marcature nel match tra Alessandria e Racing Roma, poi terminato 2-1, ha permesso a Riccardo Bocalon di insediarsi in vetta alla classifica cannonieri del girone A con 17 reti.
Al termine dell’incontro, in sala stampa, l’attaccante grigio si è espresso così.
“Sappiamo che è difficile per tutti – ha affermato Bocalon riferendosi al pareggio della Cremonese – ed anche noi, oggi, avremmo potuto pareggiare. L’importante è affrontare le partite che ci saranno da qui alla fine come abbiamo fatto oggi, senza fare calcoli e senza avere paura di niente. Ora abbiamo sei punti di vantaggio e devono rimanere quelli il più a lungo possibile. Oggi, sinceramente, non avevo paura di subire gol, Neppure quando l’abbiamo preso, ma lì c’è stato un errore. Può capitare, in questo campionato abbiamo sbagliato tutti, perciò non è il caso di colpevolizzare nessuno. Oltre che alla squadra, tengo a dire che dedico il gol a Federico Zini. È un caro amico che ha subito un brutto infortunio quindici mesi fa ed ora è tornato a giocare all’estero (in Mongolia nell'Ulaanbaatar City FC, n.d.r.). Ma quando è stato fermo non ha perso tempo ed ha fondato l’associazione ‘Un pallone per un sorriso’ che collabora con la Onlus ‘Make a wish’. Noi, come squadra, abbiamo donato le nostre maglie da gioco che sono state messe all’asta e con il ricavato potremo aiutare dei bambini colpiti da gravi patologie”.

Firme false, è bufera sui Cinque stelle Raggi: non mi risulta, verificheremo

LA DENUNCIA DI ONORATO
Secondo quanto ricostruito dal programma Le Iene, una parte delle sottoscrizioni sarebbe stata acquisita con tre giorni di anticipo rispetto a quello stabilito, il 23 aprile 2016. Opposizione all’attacco: «Sindaca abusiva». La replica: «Tutto regolare»
Firme che ritornano dal futuro. Potrebbe essere il titolo di una saga in stile Guerre stellari, se non fosse che l’intrigo somiglia più a un giallo di Agatha Christie. Dopo il caso delle firme false a Palermo e Bologna, spunta l’ipotesi che la stessa scorciatoia possa essere stata utilizzata dai Cinque stelle a Roma. A sollevare dubbi sulla legittimità della procedura è il capogruppo della lista Marchini in Campidoglio Alessandro Onorato che gira la dritta all’inviato delle Iene, Filippo Roma. Dismesso il completo nero d’ordinanza, il cronista d’assalto ha provato a intervistare la sindaca Virginia Raggi mentre era in settimana bianca sull’Alpe di Siusi. La prima cittadina, però, infastidita dall’agguato sulla pista da sci, ha tirato dritto senza commentare.
«I grillini hanno il dono della chiaroveggenza?»
Nella ricostruzione del programma televisivo, il 23 aprile 2016 i pentastellati avrebbero raccolto 1.352 adesioni alla candidatura della Raggi in 90 atti separati, ma il «firma day» si è svolto tre giorni dopo: il 23 aprile, come testimoniato dal tweet di giubilo della deputata grillina Roberta Lombardi. Impossibile secondo Onorato, a meno di non possedere il dono della chiaroveggenza, che il M5S potesse conoscere con tre giorni d’anticipo i nomi dei suoi supporter. Ma oltre all’ipotesi di falso, un’altra ombra si allunga sulle modalità utilizzate nel raccogliere consensi: come hanno potuto dieci cancellieri verificare e validare venti pacchetti di firme in altrettanti banchetti disseminati nella Capitale? Per corroborare i dubbi sull’iter seguito, nel corso della trasmissione Filippo Roma interpella un esperto di diritto amministrativo, il quale conferma l’ipotesi della irregolarità. E anche secondo l’ufficio elettorale del Comune di Roma il contenuto di quanto poi depositato non avrebbe potuto essere scritto il 20 aprile. Incalzati dal cronista delle Iene, i delegati che hanno supervisionato alla raccolta e autenticazione delle firme smentiscono le accuse rivendicando che si tratta di un atto a formazione progressiva. Secondo loro, all’apertura di un nuovo atto si può lasciare in bianco la voce con il numero delle firme raccolte finché l’operazione non viene completata: «Lo consente la legge - insiste al microfono il delegato di lista, l’avvocato Alessandro Canali - lo fanno anche gli altri partiti». Continua  a leggere…..


I cori rivolti dalla Gradinata Nord all'ingresso in campo dei grigi


Alessandria vs Racing Roma
by Federica Ghisolfi
I tifosi si preparano ad incitare i propri beniamini in una gara molto importante.



La Gradinata Nord annuncia la formazione grigia


Alessandria vs Racing Roma
by Federica Ghisolfi
Come di consueto la Gradinata Nord inseme allo speaker annuncia la formazione, manca poco all'inizio dell'incontro.




Londra, capo di Scotland Yard o Schettino inglese? “Portato via durante l’attentato, doveva restare e coordinare la risposta”

Craig Mackey è stato fra i primi a lasciare sotto scorta il palazzo di Westminster negli istanti immediatamente successivi all'attacco. Il Daily Mail accusa: "Doveva provare a salvare il poliziotto ucciso". Lui: "Sono un testimone chiave, avevo il dovere di mettere al sicuro la mia testimonianza". La Metropolitan Police lo difende: "Critici in poltrona"
A 48 ore dall’attentato al Parlamento di Londra, nel Regno Unito è polemica sulla “fuga” del capo di Scotland Yard ad interim: Craig Mackey è stato fra i primi a lasciare sotto scorta il palazzo di Westminster negli istanti immediatamente successivi all’attacco.A puntare il dito contro Mackey, candidato al poco lusinghiero ruolo di ‘Schettino d’oltremanica’, è il Daily Mail: il capo della polizia “è stato portato via subito dopo aver assistito come testimone all’attacco subito da uno dei suoi uomini”, scrive il tabloid. Che cita “critici” secondo cui Mackey, in qualità di capo ad interim di Scotland Yard, “avrebbe dovuto unirsi agli sforzi profusi per salvare il poliziotto Keith Palmer (ucciso dall’attentatore nel cortile del Parlamento, ndr) e coordinale la risposta” all’attacco. Come Metropolitan Police Commissioner “aveva la responsabilità di essere in prima linea“. Continua a leggere….

sabato 25 marzo 2017

L’Alessandria batte il Racing Roma e allunga a +6 sulla Cremonese


Una sola squadra in campo, l’Alessandria, che batte 2 a 1 il Racing Roma e allunga a +6 sulla Cremonese.
La prossima partita vedrà i Grigi in casa con il Giana Erminio un altra occasione per tentare di allungare ulteriormente in classifica.
Lega Pro girone a, 12° di ritorno, i Grigi hanno incontrato al Moccagatta il Racing Roma, la cronaca della partita in diretta con Federica Ghisolfi.
audio:

Miriam Maria Santucci - PACE CAMPESTRE

Miriam Maria Santucci - VORREI

Tiziano Ferro - Il Conforto ft. Carmen Consoli

è giunta la primavera di Gianni Regalzi

VOLA IL PENSIER MIO -Gianni Regalzi

L’Arc. Paolo Bellora presenta i dettagli della ristrutturazione dell’ex Cinema Moderno


Alessandria: Il cinema Moderno era stato costruito nel 1914, con successivi interventi dopo i bombardamenti, nel 1964 e dopo l’alluvione del 1992, poi chiuso definitivamente nel 2007. Nella struttura non ci sono manufatti in amianto. L’impresa che realizzerà i lavori è la PLT di Alessandria, tempo previsto un anno, i lavori sulla struttura terranno conto delle norme anti sismiche. Gli eventuali vincoli delle Belle Arti sulla struttura potrebbero essere previsti solo per la facciata, in tal caso caso verranno rispettati.




Le donne nei consigli regionali

In nessuna regione italiana si raggiunge il 40% di donne nell’assemblea elettiva. Nonostante la maggior parte delle leggi elettorali regionali preveda meccanismi per incentivare l’equilibrio di genere. Il risultato migliore spetta all’Emilia Romagna, dove le consigliere sono il 32%.  Il 40% è la soglia minima che uno dei due sessi deve raggiungere negli organi decisionali perché questi siano considerati equilibrati dal punto di vista del genere. Nessuna regione italiana arriva a questa soglia nei consigli regionali e a mancare sono sempre le donne. Il risultato migliore spetta all’EmiliaRomagna, che arriva a un 32% di consigliere.Risultati non brillanti, per di più spesso ottenuti anche grazie alle leggi elettorali regionali, che in molti casi prevedono specifici meccanismi per incentivare l’equilibrio di genere. Solo 4 regioni non prevedono dispositivi di questo tipo, mentre in Calabria la legge elettorale indica solo un generico principio senza prescrizioni esatte, e infatti le donne sono in assoluta minoranza: il 6,45% dell’assemblea. Invece in Piemonte, nonostante l’assenza di incentivi, si raggiunge comunque un 25,49% di consigliere. Il record negativo è invece della Basilicata, dove l’organo è completamente mono-genere, cioè tutto maschile. Continua a leggere…..

Qualificazioni Mondiali 2018: Italia-Albania 2-0. De Rossi e Immobile in gol

La Nazionale di Ventura va in campo col 4-2-4 e vince, tenendo il passo della Spagna. Gara sospesa nella ripresa per quasi 10 minuti: fumogeni lanciati da un gruppo di tifosi albanesi
L'Italia di Ventura non sbaglia: a Palermo, batte 2-0 l'Albania e tiene il passo della Spagna in vetta al gruppo G di qualificazione al Mondiale 2018. Lo fa in una serata strana, segnata anche dalla sospensione temporanea del match nella ripresa per i fumogeni lanciati da un gruppo di ultrà albanesi. Ma sono tre punti pesanti, che dovrebbero blindare il secondo posto utile per gli spareggi, in attesa di cercare il colpaccio a settembre in terra iberica.
LE SCELTE — Ventura non si discosta dalla formazione provata con più continuità a Coverciano: la virata sul 4-2-4 è confermata. Dunque Candreva e Insigne esterni da doppia fase, con Immobile-Belotti attaccanti centrali. Alle loro spalle le coppie Verratti-De Rossi e Barzagli-Bonucci, con Zappacosta e De Sciglio laterali della linea a quattro. Invece De Biasi, che pure non ha tantissime alternative, disegna un’Albania a sorpresa: senza centrali difensivi titolari il c.t. albanese si affida al duo "italiano" Veseli-Ajeti (Empoli-Torino), ma abbassando in mezzo a loro Kukeli. E’ difesa a tre, o meglio 4-5-1 con il napoletano Hysaj a spingere a destra e Agolli sull’altra fascia e con Çikalleshi unica punta, ad aprire spazi per le rare incursioni centrali dell’ex granata (oggi al Bari) Basha e Memushaj (Pescara) e dalle fasce di Lila e soprattutto Roshi, che gioca sempre uno contro uno su Zappacosta e sulle "uscite" di Barzagli ed è nettamente il più pericoloso dei suoi. Continua a leggere….