domenica 25 settembre 2016

“Benvenuti nell’officina dei campioni”.

Nella fabbrica che realizza le protesi di Alex Zanardi
Mani bioniche e lamine da corsa realizzate a Bologna. Tra i “clienti” anche la medaglia d’oro Martina Caironi
Mani bioniche capaci di compiere fino a 36 movimenti e tatuaggi disegnati su eleganti caviglie in resina; polpacci con migliaia di peli attaccati uno a uno e sofisticate ginocchia a controllo elettronico programmate per rendere possibili i movimenti quotidiani; lamine in fibra di carbonio su cui correre per battere ogni record e un alluce, tozzo e abbronzato, che un bagnino ha chiesto per starsene in spiaggia libero dall’imbarazzo dell’amputazione subita.  «Ogni paziente è una storia e ogni protesi è parte di questa storia. Qui nessuno dice “Alzati e cammina”, la persona viene accolta da un’équipe di diverse professionalità, ascoltata, studiata e accompagnata nella riabilitazione; fino a insegnarle, passo dopo passo, a camminare nuovamente». Nelle parole dell’ing. Gennaro Verni, 64 anni, direttore tecnico di produzione c’è tutta la filosofia del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio. Una struttura pubblica fondata nel 1961 nelle campagne di Bologna e meta oggi di oltre 6500 pazienti all’anno che tra i laboratori e le palestre cercano arti, ausili e stimoli per riappropriarsi della propria indipendenza. Qui, dopo gli infortuni e le malattie, hanno preso confidenza con gambe e braccia artificiali campioni come Alex Zanardi, Bebe Vio e Giusy Versace, e qui a tutti viene data la possibilità di cimentarsi in uno sport per favorire le relazioni sociali.  Continua a leggere….