venerdì 23 settembre 2016

Diluvio di bombe, accuse e nuovi fronti. La Siria prende a schiaffi i Grandi all’Onu

Kerry: la tregua c’è ancora. Ma il raid sul convoglio umanitario ad Aleppo riapre le ostilità. La furia di Ban Ki-moon contro Assad: “È il principale responsabile di 300 mila morti
Le carcasse annerite dei camion degli aiuti umanitari, i venti operatori inceneriti dal diluvio di bombe e fuoco alle porte di Aleppo assediata, sono una porta in faccia a ogni tentativo di soluzione politica in Siria. Se non fosse per le vite umane spazzate via, compresa quella del direttore della Mezzaluna rossa siriana, Omar Barakat, sembrerebbe un colpo di teatro. Un gesto eccessivo per imporre la propria posizione. In Siria la guerra è totale, non ci sarà pietà per nessuno.  Uno schiaffo soprattutto all’Onu. Il segretario generale Ban Ki-moon lo ha sentito in pieno. E ha reagito. Denuncia dal Palazzo di Vetro l’attacco «disgustoso, barbaro e deliberato». Accusa Assad di essere il «principale responsabile» dei 300 mila morti della guerra civile. Ma è di fronte a questa realtà che la tregua concordata fra Russia e Usa, fra John Kerry e Serghei Lavrov, è finita nel peggiore dei modi. In una settimana è successo di tutto. Si sono aperti nuovi fronti, inseriti altri attori a complicare la trama. Errori clamorosi, per negligenza o dolo, hanno spalancato il via alle dietrologie più nefaste.  Continua a leggere….