martedì 20 settembre 2016

L’altra Venezia riparte dagli orti

Prove di rivoluzione agricola in Laguna come antidoto al turismo distruttivo
L’emozione di guardare il campanile di San Marco, calpestando l’erba della campagna, è grande. C’è un’altra Venezia, nascosta ma vibrante, accanto a quella dei cibi surgelati dei ristoranti del Canal Grande, delle selve di bastoni da «selfie» sul ponte di Rialto, delle navi da crociera che oscurano il cielo, del turismo becero che ha svenduto la città più bella del mondo, che ogni giorno perde abitanti, cultura e fascino. Una Venezia che si può scoprire solo dal mare.
 Territorio anfibio 
Scivolando sulla Laguna silenziosa, lontano dalla folla, si raggiunge la verde isola di Mazzorbetto. Accanto all’approdo Rocco ha ristrutturato una grande casa e coltiva carciofi, fichi, more, pesche e zucchine, in una terra generosa, che, senza bisogno di essere irrigata o concimata, attinge all’acqua salmastra e a un sole rovente. Questo territorio anfibio è magnetico ma anche al di là del canale, ai piedi del campanile di San Michele Arcangelo, un gruppo di anziani coltiva gli orti di un grande giardino recuperato a prato, vigna e frutteto. Un famoso produttore ha contribuito alla ristrutturazione dell’area, ma le viti sono state selezionate in un’altra isola, Sant’Erasmo. Continua a leggere….