mercoledì 21 settembre 2016

Nuova Babilonia, la città fluida dei nomadi digitali

Dall’utopia di Constant, concepita ad Alba 60 anni fa, alla Senseable City aperta alla condivisione, in cui ognuno è libero di muoversi e decidere dove vivere
La meno conosciuta delle rivoluzioni urbane del XX secolo iniziava esattamente sessant’anni fa, per caso, in un campo nomadi alla periferia di Alba, nelle Langhe. È qui che Constant Nieuwenhuys, l’artista olandese per tutti noto come Constant, passeggiando su un appezzamento di terreno di proprietà dell’amico pittore Pinot Gallizio, ebbe un’intuizione che avrebbe cambiato il nostro modo di guardare alle città, al loro funzionamento e alla loro bellezza. In quelle settimane, su quel terreno ai bordi del fiume Tanaro era ospitato un gruppo di Sinti. Avvicinandosi alla comunità, e osservandone i ritmi, Constant intravide la possibilità di un’architettura nuova, al cui interno immaginare un’esistenza condotta in movimento perpetuo.  Continua a leggere….