mercoledì 21 settembre 2016

Referendum costituzionale, Renzi: “La riforma poteva essere scritta meglio. Dimissioni? Non c’ho ripensato”

Il presidente del Consiglio: "L'articolo 70 per esempio poteva essere più semplice, ma il testo originale del governo era migliore, poi ci sono state 121 modifiche del Parlamento". Dice di non aver cambiato idea sulle conseguenze per sé in caso di vittoria del no: "Ma mi hanno detto di non personalizzare il voto". E su D'Alema: "Era il primo firmatario della legge che ha dato più poteri alle Regioni. Tra lui e Berlusconi c'è amore, vogliono rifare la Bicamerale..."
Ora lo dice anche il presidente del Consiglio: la riforma costituzionale poteva essere scritta un po’ meglio. In particolare l’articolo 70, passato da 9 a 439 parole per spiegare i nuovi iter legislativi, “poteva essere scritto in modo più semplice”. Matteo Renzi, però, alla registrazione della puntata di Porta a Porta rivendica come “il testo originale del governo era scritto molto meglio”. Ma la riforma è quella approvata dal Parlamento “dopo sei letture tra Camera e Senato e 121 modifiche. E’ il gioco della democrazia”. Ma il presidente-segretario sottolinea che sulle dimissioni in caso di vittoria del no non ci ha “ripensato”. Piuttosto, “siccome in tanti mi hanno detto che non dovevo personalizzare il referendum, ho detto solo che non parlo più del mio futuro. C’è tanta gente che si preoccupa del futuro dell’Italia. Questo referendum non riguarda il futuro di una singola persona, ma il fatto che si possano ridurre delle poltrone, che solo la Camera darà la fiducia al governo e che si interverrà sulle Regioni” senza “cambiare i poteri del presidente del Consiglio”. Per questo, ribadisce, “un sacco di gente che votano Grillo e Lega e a cui io sto sulle scatole, voteranno sì anche se poi non mi voteranno alle elezioni politiche”. Continua a leggere….