sabato 24 settembre 2016

RSPO, Greenpeace inchioda l’olio di palma sostenibile

Lo sosteniamo da sempre: l’olio di palma sostenibile non esiste: la certificazione di sostenibilità è una farsa e il report pubblicato ieri da Greenpeace ne è l’ennesima prova.Venticinque pagine in cui si denuncia quanto lo IOI Group sia “sostenibile”: lo IOI è una delle principali compagnie del business dell’olio di palma, nonché una delle società ideatrici della famigerata certificazione di sostenibilità: la RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil), un’organizzazione-ombrello nata nel 2004 per garantire che i produttori di olio di palma rispettino dei “criteri minimi di sostenibilità ambientale” nella coltivazione dell’olio di palma.Secondo quanto si legge lo IOI Group è proprietario di circa un terzo delle piantagioni del Ketapang, un’area nella provincia indonesiana del West Kalimantan,Qui la società avrebbe drenato, bruciato e piantato su torbiere protette dalle leggi nazionali venendo meno a tutti gli impegni presi sulla sostenibilità del suo operato, persino in zone che aveva promesso di proteggere non più tardi del 2014. Ma tutto ciò oggi si può conoscere solo grazie al lavoro di Greenpeace che nel report mostra le immagini satellitari in cui appare evidente l’azione devastante della compagnia “sostenibile”. Le foto mostrano chiaramente i canali di drenaggio (il primo step per avviare una piantagione di palme da olio) e le zone già bruciate, circa un terzo dell’intera area. Continua a leggere……