venerdì 28 ottobre 2016

Ceta, la Vallonia si arrende: intesa sul Trattato, ora serve l'ok del Parlamento

Il Canada resta pronto a ratificare l'accordo di libero scambio con l'Europa, il testo approvato in Belgio deve avere il via libera di Parlamenti regionali e poi essere approvato dal Consiglio Ue e dal governo nord americano
MILANO - Il dietrofront della Vallonia sul Ceta non risparmia all'Unione europea la figuraccia con il Canada. Il premier nordamericano, Justin Trudeau, era atteso a Bruxelles per il summit con la Ue, ma rimasto è casa: il vertice che avrebbe dovuto concludersi con la firma dell'accordo commerciale di libero scambio, Ceta, è stato annullato dopo che ieri sera la Vallonia, la regione francofona del Belgio, ha annunciato di non voler ratificare l'intesa. Senza l'ok dello Stato federato, infatti, il governo belga non può dare il proprio via libera al trattato facendo così mancare l'unanimità all'intero del Consiglio Ue.Dopo un'estenuante trattativa, però, i francofoni hanno fatto retromarcia convinti della promesse del premier belga Charles Michel: il punto di caduta tra le parti non è ancora noto, ma l'ultima parola spetterà ai quattro Parlamenti del belgi che si riuniranno per deliberare tra domani e sabato mattina. "Spetta a loro l'ultima parola" dicono i premier, ma all'interno dell'Unione il nodo riguarda il contenuto dell'accordo: se i testi consolidati fossero stati modificati sarebbe necessario un nuovo voto dell'Europarlamento, dei governi Ue e del Canada. Continua a leggere…