domenica 30 ottobre 2016

“È schierato, prendetelo!”

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Il Pd vuole far conteggiare nel calcolo della par condicio non solo le presenze televisive dei politici del Sì e del No, ma anche dei “giornalisti schierati”. È, questa, un’espressione insensata, ma sempre affascinante, e soprattutto non inedita – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 29 ottobre 2016, dal titolo “È schierato, prendetelo!” –. Renzi e i suoi ciambellani credono di inventare tutto loro, convinti che prima di loro il mondo non esistesse. Invece non riescono a esprimere una frase, uno slogan, un concetto (si fa per dire) che non sia già stato espresso da qualcun altro (il più delle volte, da B). I “giornalisti schierati” furono per vent’anni il bersaglio fisso dei Gasparri, dei Cicchitto, dei Bondi e degli altri ruminanti della testa e della lingua che, abituati a noleggiarle al miglior offerente pensando ed esprimendo idee altrui (quelle del padrone), guardavano con aria stupefatta e sgomenta i giornalisti indipendenti che pensavano e parlavano per sé, senza chiedere permesso a nessuno. Infatti li fecero allontanare dalle tv come focolai d’infezione. Ora molti di questi contoterzisti del pensiero hanno traslocato da Silvio a Matteo: lì hanno incontrato uno stuolo di cervelli in affitto targati Pd e si sono subito sentiti a casa. Anzi, non avendo idee proprie, non han dovuto neppure sforzarsi a memorizzare quelle nuove: gli è bastato cambiare padrone, scoprendo tra l’altro che quello nuovo pensa e dice le stesse cose di quello vecchio. Anche contro i “giornalisti schierati”. Definizione che ovviamente vale solo per chi è contro il governo: gente malata, deviata, pericolosa. Chi sta col governo invece non è “schierato”: è normale, sano, ganzo. Continua a leggere…..