sabato 29 ottobre 2016

Esodo di paura per migliaia di sfollati. “Le nostre vite sbriciolate, aiutateci”

Oltre 4 mila persone costrette a lasciare i paesi distrutti. Sui bus verso gli hotel della costa. Ma c’è chi resta a dormire in macchina. E i bambini chiedono: “Quando torniamo a casa?”
La notte della paura è stata lunghissima e fredda. Gli sfollati l’hanno passata chiusi dentro le auto senza poter uscire perché una bomba d’acqua stava colpendo la Val Nerina. I cani abbaiavano anticipando le continue scosse e il ruggito che saliva dalle viscere della terra. Raggiungere i centri colpiti dal sisma è stato difficilissimo e rischioso. Dalle montagne, che a tratti sono a strapiombo sulla strada, si sono staccati sassi e macigni che sono piombati sull’asfalto come meteoriti. Uno di questi, enorme, si è infilato dentro una galleria e solo per un miracolo non ha ucciso nessuno. Prima Preci poi su fino a Visso, nel cuore del Parco dei Monti Sibillini, dove a mezzanotte c’è un silenzio irreale, ma un continuo movimento di persone e mezzi della Protezione civile e dei Vigili del fuoco che stanno qui dal terremoto del 24 agosto. Il centro storico è ancora aperto (verrà chiuso e interdetto come zona rossa in mattinata).  Su un tappeto di fango c’erano signore che camminavano in pantofole e con la coperta sulle spalle. Tra detriti, cornicioni e pareti che si sbriciolavano, anziani venivano trasportati sulle sedie sorrette da parenti, donne svenute portate a spalla, bambini stretti sotto i cappotti delle mamme. L’albergo adibito a casa di riposo è stato evacuato. Sulla facciata del Palazzo dei Governatori si è aperta una profonda crepa: qui, sotto la chiesa di Sant’Agostino, sono custoditi 27 manoscritti di Giacomo Leopardi, tra cui quello dell’Infinito. Continua a leggere…..