mercoledì 12 ottobre 2016

In Europa la battaglia del tartufo: “Non consideratelo un bene di lusso”

Da gennaio anche per i “trifolau” occasionali c’è l’obbligo della fattura
Costa quasi quanto l’oro, ma per l’Europa non ci sono dubbi: «Il tartufo non è un bene di lusso e anche l’Italia deve modificare il suo status giuridico, riconoscendolo come prodotto agricolo spontaneo». Lo ha affermato la commissione Petizioni del Parlamento europeo, accogliendo la richiesta presentata da comune di Alba, Ente Fiera Internazionale del Tartufo, Centro nazionale Studi Tartufo, Associazione Commercianti e supportata da una decina di associazioni «trifolau» liguri e piemontesi che ieri si sono presi un giorno di pausa dalla raccolta per partecipare alla discussione a Bruxelles. Il parere, non vincolante, verrà trasmesso alla Commissione Ue che potrebbe scrivere una proposta di decisione da sottoporre agli altri Stati membri, cui spetta l’ultima parola.  D’altra parte, cercare di districarsi nella giungla burocratica e fiscale che avvolge il misterioso mondo del tartufo è un’impresa titanica. Dietro la scia profumata dell’alimento più caro e ricercato d’Italia ci sono interessi e rivalità di non poco conto. Per questo, spiega l’eurodeputato Alberto Cirio che ha presentato la petizione, «riconoscere al tartufo lo status giuridico di prodotto agricolo spontaneo, così come già avviene in tutta Europa, è un passaggio fondamentale per accedere ai fondi europei del Piano di sviluppo rurale che oggi perdiamo a favore di altri Stati. Al tempo stesso si garantisce la libera raccolta: il diritto alla ricerca nei terreni altrui dei trifolau non verrà meno». Per l’avvocato Roberto Ponzio, che ha scritto il testo, «finalmente si va verso la fine di una penalizzazione ingiustificata che colpisce il mondo del tartufo italiano». Continua a leggere….