lunedì 31 ottobre 2016

Le chiese crollate, "così Norcia perde suo passato"

Storico arte Cordella, il lungo elenco dei beni finiti in macerie
La Basilica di San Benedetto, la cattedrale di Santa Maria, la chiesa di San Francesco, quelle di Santa Rita e di Sant'Agostino. Norcia, devastata dal terremoto, perde il suo patrimonio artistico e, con esso, "parte del suo passato". Romano Cordella, storico dell'arte, autore della più dettagliata guida di "Norcia e il suo territorio", parla con un groppo alla gola. E' straziante, e lunghissimo, l'elenco dei beni culturali finiti in macerie. Negli occhi c'è la luce che, in questa giornata splendente di di sole, filtra dal rosone della basilica di San Benedetto: dietro non c'è più niente. La chiesa non c'è più."In piedi resta solo la facciata tardogotica, simbolo della città e del suo orgoglio comunale. E quel rosone, appunto", dice all'ANSA Cordella. "Di tutte le chiese di Norcia, città che ne conta a decine, nessuna è rimasta illesa. Proprio a partire dalla basilica del grande figlio di Norcia e patrono di Europa, Benedetto. Da oggi è rimasta scoperchiata e anche il 'portico delle misure', a fianco della basilica, si è sgretolato. E così il campanile, una delle meraviglie dell'Umbria per la sua altezza e i suoi ornamenti, elevato nel 1388 e poi ricostruito nella parte sommitale dopo il terremoto del 1703". Proprio nel corso del '700 la basilica di San Benedetto "cadde tre volte e per tre volte i monaci celestini che abitavano nell'attiguo monastero la ricostruirono. Nella cripta vi sono resti della Nursia romana, tra i più consistenti rimasti". Continua a leggere……..