giovedì 27 ottobre 2016

“Letizia Casta”

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Ieri il Pd aveva un’ottima occasione per mettere in difficoltà i 5Stelle, votando alla Camera la loro proposta di dimezzare lo stipendio a tutti i parlamentari (i più pagati del mondo) e poi sfidandoli a votare Sì alla “riforma” costituzionale che tagliuzza il numero e il costo dei senatori. Invece ha regalato al M5S un successo politico insperato, rifugiandosi nella melina del ritorno della legge in commissione per rinviarla alle calende greche: uno di quei trucchetti dilatorii che si dice di voler abolire con la fantasmagorica “semplificazione” del ddl Boschi-Verdini – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 26 ottobre 2016, dal titolo “Letizia Casta” –. L’autogol fa il paio con quello messo a segno al Senato, dove il Pd ha salvato per l’ennesima volta l’ex sindaco forzista di Milano Gabriele Albertini, ora senatore alfaniano, da una condanna per calunnia ai danni del pm Alfredo Robledo. Condannato dal Tribunale di Brescia a un risarcimento di 35 mila euro, Albertini non vuol pagare: pretende l’immunità parlamentare, anche se all’epoca del fatto non era senatore, ma solo sindaco. Una immunità retroattiva mai vista neppure nel Paese dell’impunità, almeno fino all’eventuale arrivo della nuova Costituzione, che regalerà l’immunità a sindaci e consiglieri inquisiti che riusciranno a farsi nominare senatori. È da febbraio che la maggioranza nella Giunta per le immunità copre Albertini. Fino all’altroieri la scusa era che mancavano gli elementi per decidere. Poi Robledo ha trasmesso la sentenza di condanna per Albertini al presidente Grasso, che l’ha girata alla Giunta. Ma questa ha votato contro la sua acquisizione: la sentenza sarebbe “irricevibile” perché “fornita da un soggetto terzo” (parola di uno zuzzurellone Pd, tal Giuseppe Cucca).