giovedì 27 ottobre 2016

Monaco, quanti baby talenti: e la squadra vola in Champions e Ligue 1

La squadra del Principato è prima in Champions e seconda in Francia con una squadra di ragazzi. I segreti? Uno scouting agile, l’ambiente sereno, la fiducia. E il rapporto con Mendes...
26 OTTOBRE 2016 - MILANO
La disoccupazione giovanile nel Principato di Monaco è un concetto relativo. I ragazzi di Montecarlo, per luogo comune, hanno la Ferrari in garage e la barca al molo. Gli altri, quelli chiamati in città per giocare a calcio, non hanno problemi di impiego: giocano spesso, quasi sempre bene, molte volte tutti insieme. Il Monaco anche per questo è una delle squadre di inizio stagione: non sarà uno choc come il Nizza capolista, non avrà un allenatore-ragazzo come l’Hoffenheim, però entra in tutte le classifiche che contano. In Ligue 1 è secondo, in Champions primo nel gruppo davanti a Tottenham, Leverkusen e Cska Mosca. In più, è terzo per Under 23 schierati in Champions, dietro alla Dinamo Zagabria - non vale, i croati sono un asilo da esportazione - e al Borussia Dortmund.

I BRAVI RAGAZZI
Il Monaco per età media non arriva a 25 anni e può capitare di vedere insieme due tra Sidibé, Mendy e Almamy Touré più Diallo, Jemerson, Fabinho, Bakayoko, Bernardo Silva, Lemar, magari Boschilia e, dalla panchina, Mbappé. Nessuno arriva a 25 anni, molti neanche a 23 e Mbappé al massimo ha l’età per il motorino. In Italia non sono nomi da grande pubblico, ma è un problema nostro: Bernardo Silva sarà uno dei protagonisti della prossima generazione di alto livello, Lemar avrebbe spazio in tutte le squadre di A, Fabinho sta giocando una grande stagione. Il Monaco, soprattutto, ha un piano - nel calcio è già qualcosa -, e sviluppa idee originali. Tendenzialmente acquista un giocatore dopo uno, due, massimo tre stagioni in Ligue 1, investendo cifre di medio peso, generalmente tra i 5 e i 15 milioni. Funziona perché non c’è pressione: si può perdere una partita, anche due o tre, e i tifosi non protesteranno. I giovani sanno che giocheranno la Champions da protagonisti, cosa che altrove non succede - Grassi a Napoli non aveva spazio, Sadiq è in prestito al Bologna - e avranno una via d’accesso alle grandi d’Europa. Come successo a Martial (50 milioni più bonus!), Kondogbia, Carrasco e Kurzawa.