mercoledì 12 ottobre 2016

Renzi: “Cambiamo l’Italicum”. Ma non convince la minoranza Pd

Il premier: «Nuova legge dopo il referendum. Se vogliono rompere si assumano la responsabilità». Cuperlo: senza accordo mi dimetto
«Smontiamo l’alibi dell’Italicum, per non perdere l’occasione della riforma costituzionale». Scuro in volto, compìto in giacca e cravatta blu con un occhio che corre agli appunti scritti anziché, come al solito, parlare a braccio in maniche di camicia, il segretario-premier Matteo Renzi apre la Direzione più attesa del Partito democratico facendo la sua ultima offerta alla minoranza. A chi - come l’ex segretario Pierluigi Bersani e l’ex capogruppo Roberto Speranza - domenica ha agitato la vigilia della riunione annunciando il proprio no al referendum («della serie: la risposta è no, qual era la domanda?», ironizza), risponde ammettendo che «è compito mio cercare un punto di accordo» e avanzando la sua proposta: la creazione di una delegazione per cambiare l’Italicum. Non adesso però: «subito dopo» la chiamata alle urne di dicembre. «Siamo disponibili a farci carico di un’ulteriore mediazione» purché alla minoranza sia chiaro che «la nostra responsabilità nel tenere unito il partito non può arrivare a tenere fermo il Paese». Continua  a legegre….