sabato 29 ottobre 2016

Senza asilo ma non rimpatriati. Ecco l’esercito dei migranti fantasma

Sono almeno 50 mila a vivere nel limbo amministrativo. In Italia rischiano lo sfruttamento e l’illegalità
Invisibili. In Italia ci sono oltre 50 mila persone che vivono sospese in un limbo o che presto ci finiranno. Un esercito di fantasmi, destinato a crescere. Sono i “diniegati”, migranti che hanno fatto richiesta di asilo, ma per i quali è stata respinta. La stragrande maggioranza di chi non ottiene alcuna forma di protezione non può essere rimpatriata perché sarebbe troppo oneroso e perché mancano accordi bilaterali con i Paesi di origine. E così restano nelle nostre città. Con in mano un foglio di via che impone di lasciare il territorio nazionale entro una manciata di giorni. Cosa che, puntualmente, non accade: il documento è l’ultima traccia lasciata dai migranti prima di inabissarsi in una zona grigia. Senza diritti né doveri, esposti allo sfruttamento e all’illegalità. Il problema è che, di fatto, non c’è alcun modo di entrare in Italia legalmente. Solo dopo essere arrivati i migranti possono mettersi in regola. In due modi. Il primo è quello di aderire al decreto flussi (o alla periodica sanatoria, ma non si fa più da anni). Teoricamente pensato per fare arrivare dall’estero un numero di migranti adeguato alle esigenze dell’economia, il regolamento prevede quest’anno 3600 ingressi di lavoratori non stagionali, insieme a 14.250 conversioni di permessi di soggiorno e a 13.000 ingressi per lavoratori stagionali. Ma è piuttosto difficile che un’azienda assuma una persona da un Paese straniero. Risultato: il decreto flussi è una sorta di sanatoria mascherata per chi si trova già in Italia, dopo esservi entrato illegalmente. La seconda strada è, invece, quella di fare richiesta di asilo. Ma non tutti scappano dalle guerre. E allora si pone il problema: che fare con chi non lo ottiene? Continua a leggere….