martedì 29 novembre 2016

Berlusconi: "Milan già venduto, contento chi non mi vuole più"

Il presidente rossonero a Rai Tre: "Gli acquirenti sono persone serie, devono avere le autorizzazioni dall Cina. Saranno accontentati quelli che non gradiscono la mia presenza né quella di Montolivo"
"Il Milan è già venduto, ci sono difficoltà per gli acquirenti, che sono persone serie, di avere le autorizzazioni previste in Cina per l'esportazione di capitali. Se per caso queste autorizzazioni non fossero arrivate per il 13 dicembre, giorno del closing, ma avremmo la certezza che questi capitali ci sono, non avremmo problemi a rinviare il closing di un mese, un mese e mezzo". Lo ha detto Silvio Berlusconi, presidente rossonero, durante la trasmissione Cartabianca su Rai Tre. "Saranno presto accontentati quelli che non vogliono più me e Montolivo - ha aggiunto -, perché io dopo il 13 non ci sarò più e Montolivo è malato ancora per molti mesi, quindi il Milan vincerà tutto".
LE TAPPE DELLA VICENDA — Annunci, accelerate, frenate improvvise: la vicenda della cessione del Milan ai misteriosi investitori cinesi partono ad agosto, quando Fininvest annuncia con un comunicato che Berlusconi ha firmato un contratto preliminare di cessione del Milan con Yonghong Li, rappresentante di un gruppo di industriali cinesi riuniti nella compagnia Sino-Europe: l'accordo prevede una quotazione del club di 740 milioni, 220 dei quali a copertura del passivo. Il 6 settembre Sino-Europe versa la caparra di 85 milioni che si aggiungono ai 15 già versati al momento della firma. A novembre, l'assemblea dei soci che prevede il closing come punto principale all’ordine del giorno, viene fissata per i il 13 dicembre. In quella data, successiva al versamento dei 420 milioni da parte cinese, sarà anche nominato il nuovo Cda rossonero. Ma poco prima del derby contro l’Inter, il 20 novembre, l'ex premier dice: "Se è il mio ultimo derby da presidente? Non credo...".