domenica 6 novembre 2016

Cartelle Equitalia, un salasso per chi salterà una rata

I contribuenti in ritardo nei pagamenti rischiano fino al pignoramento della casa
Da lunedì prossimo circa 20 milioni di contribuenti potranno decidere di fare pace con il fisco scaricando dal sito di Equitalia i moduli per richiedere la rottamazione delle cartelle esattoriali già notificate, che valgono la bellezza di 42 miliardi di euro. Un’operazione che se non verrà corretta in corso di iter di approvazione del decreto legge sulla sanatoria rischia di discriminare i contribuenti più fedeli o meno sbadati, quelli che hanno iniziato a pagare dopo l’avviso bonario che precede la notifica della cartella o chi ha vinto il primo grado di giudizio tributario, entrambi esclusi dalla rottamazione, scandita da quattro date che sarà bene ricordare.
 Presentare la domanda 
Entro il 23 gennaio 2017 bisognerà presentare domanda ad Equitalia o consegnando il modulo allo sportello o per via telematica. Entro il 24 aprile la stessa Equitalia comunicherà gli importi da pagare.
 La sanatoria vale anche per le notifiche di accertamento dell’Agenzia delle entrate e riguarda Irpef, Irap, Ires, contributi previdenziali ed Inail, Iva, esclusa quella dovuta da import e multe stradali. Anche se su queste ultime bisogna versare interessi legali e spese di notifica. Su tasse e contributi la rottamazione consentirà di non pagare le sanzioni e i salatissimi interessi di mora. Ovviamente si deve pagare per intero l’importo relativo a tasse, contributi e multe con l’aggiunta delle spese legali, uno 0,5% che scatta dal mancato versamento della somma dovuta alla data di notifica della cartella esattoriale. Per chi ha avuto una cartella notificata otto anni fa il risparmio si aggira sul 50%, dicono le simulazioni effettuate dallo studio del tributarista Gianluca Timpone. Attenzione: si può presentare domanda anche per le cartelle che avevamo già iniziato a pagare a rate, massimo 72 o 120 per chi è in difficoltà finanziarie. «Ma aderendo alla sanatoria le rate si ridurranno solo alle 4 previste dal nuovo decreto», spiega Timpone. Continua a leggere….