martedì 1 novembre 2016

Clinton e Trump uniti solo dal protezionismo

Su tasse, occupazione e debito pubblico i programmi sono agli antipodi
«In America, nessuno vota per diventare più povero». Al primo ascolto, le parole di un vecchio consigliere economico di Bill Clinton mi parvero una tautologia. È ovvio, no? E mica solo in America, scusi. Ma in quella frase apparentemente banale è racchiuso il Sogno Americano e la formula magica per il successo nelle presidenziali di novembre. Quel vecchio marpione della politica voleva dire che i candidati devono presentare piani economici di sgargiante ottimismo, promettendo alla gente che le condizioni finanziarie miglioreranno, che il lavoro sodo verrà remunerato e che, un giorno, forse, magari, potranno anche loro sedersi al Pantheon dei miliardari d’America. Hillary Clinton e Donald Trump non fanno eccezione. In un’ elezione che è, per tanti motivi, sui generis, i piani economici dei due pretendenti al trono di Obama rispettano le regole immortali della politica americana: ottimismo con un pizzico d’ideologia. Promesse realistiche anche se non reali. E parole melliflue per non alienare le classi medie.  Continua a leggere……