martedì 1 novembre 2016

“Costi Concordia”

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Davvero ciò che serve all’Italia terremotata è la fine delle divisioni politiche in nome della Grande Unità Nazionale per la Ricostruzione? Davvero le piaghe strutturali e purulente riaperte dal terremoto infinito dipendono da un eccesso di conflittualità fra governi e opposizioni e solo un balsamico spegnimento della polemica politica ci aiuterà a ricostruire in assoluta sicurezza gli edifici e i monumenti crollati? A leggere i giornali, a vedere i tg e a sentire i politici di ogni colore che blaterano di “solidarietà nazionale”, “unità”, “pace”, “concordia”, “patti”, “tavoli” e financo di rinviare il referendum (quel gran genio di Castagnetti), parrebbe proprio di sì. A saper collegare i puntini della storia recente di un Paese che non riesce mai a trovare una sana via di mezzo tra la rissa permanente e l’eterno inciucio, si direbbe proprio di no – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 01 novembre 2016, dal titolo “Costi Concordia” –Il governo Renzi si regge su un’ampia maggioranza alla Camera e su una più risicata al Senato: quindi, per far approvare i suoi provvedimenti, non ha bisogno dei voti delle opposizioni. Che devono controllare ciò che fa il governo, votando ciò che ritengono giusto contrastando ciò che ritengono sbagliato. Continua a leggere….