mercoledì 30 novembre 2016

Eternit bis, attesa la decisione del gup

Rinvio a giudizio o proscioglimento dell’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny per la morte d’amianto di 258 persone, la sentenza nel pomeriggio
Stephan Schmidheiny, l’imprenditore svizzero ultimo patron di Eternit Italia (fallita nel 1986), sarà processato o no per la morte di 258 persone uccise dall’amianto?  Il gup di Torino, Federica Bompieri, è entrata alle 10,30 in camera di consiglio e ha preannunciato che potrebbe uscire intorno alle 16 per leggere l’ordinanza in cui deciderà se rinviare a giudizio o prosciogliere Schmidheiny. Il pubblico ministero Gianfranco Colace ha ribadito la richiesta che questa vicenda sia approfondita in una fase dibattimentale. In altre parole: si faccia il processo. E ha insistito sul reato di omicidio doloso: «Qui ci sono 258 vite spezzate. Sì vittime dell’amianto, ma non per un destino avverso, ma vittime delle scelte dell’uomo, anzi, di un uomo preciso che è l’imputato di questo procedimento, consapevole che sarebbero rimasti sul campo molti morti». Replica della difesa, rappresentata dagli avvocati Astolfo Di Amato e Guido Carlo Alleva: «No, non c’è stata la scelta e la consapevolezza di Schmidheiny di esporre le persone al pericolo di morte. All’epoca, tra l’altro, era condivisa opinione del mondo scientifico che fosse possibile una lavorazione sicura dell’amianto».