lunedì 28 novembre 2016

Formula1, Rosberg, nel nome del padre: il suo 2016 iridato gara per gara

Tutta l'annata che ha consacrato Nico, iridato come papà Keke. Velocità, regolarità e forza mentale per piegare la resistenza di un irriducibile Hamilton, frenato da affidabilità e incostanza, ma sorpreso dal livello espresso dal tedesco in un campionato che ha segnato la consacrazione di Verstappen e la crisi Ferrari
Nel nome del padre. Nico Rosberg succede a Damon Hill nel club dei figli che in F.1 seguono le orme iridate del papà. E la sua impronta mondiale è notevole: titolo con 9 trionfi, 8 pole e 385 punti: 5 in più di Hamilton, più veloce (12 pole) e vincente (10 successi) e sempre un osso troppo duro per tutti, ma che Nico è riuscito a digerire con il giusto mix di prestazione, regolarità e testa. Rosberg ha badato alla costanza, assistito da una monoposto che non lo ha mai tradito, e ha conquistato un titolo meritato e voluto. Da lui e dai vertici Mercedes, orgogliosi di poter dimostrare al mondo che ha vinto la monoposto migliore (19 vittorie e 20 pole in 21 GP), anche se non nelle mani del pilota più veloce. Nico è degnissimo campione, ma se si parla di prestazione pura e aggressività in pista il punto di riferimento - in attesa che Verstappen maturi del tutto - è ancora Hamilton. Ed essere riuscito a battere un fighter sopraffino come lui, per Rosberg, è motivo di grandissimo orgoglio e conferma del proprio valore. Continua a leggere….