domenica 6 novembre 2016

Hillary vola in Florida e chiede un ultimo sforzo ai giovani di Sanders

«Comunque vada a finire, sarà una vittoria triste. E la guerra ricomincerà il giorno dopo le elezioni». La persona che fa questo commento non solo lavora per la campagna presidenziale di Clinton, ma è un amico personale di Hillary e Bill da quando erano ragazzi e lavoravano come volontari per George McGovern. Lui pensa ancora che lei ce la farà, alla fine, perché la mappa degli Stati è complicata per Trump, e la macchina elettorale dei democratici sta già portando alle urne milioni di sostenitori, incassando voti prima ancora dell’apertura dei seggi. Però la paura è il sentimento che domina dietro le quinte degli ultimi comizi di Hillary, per la rimonta di Donald favorita dall’Fbi, e per lo scontro che comunque aspetta un’America profondamente divisa, anche se il «muro blu» resistesse alla spallata conclusiva di Trump. Venerdì sera a Cleveland Beyoncé e Jay Z hanno spinto Clinton, cercando di convincere la comunità nera ad andare a votare come aveva fatto per Obama, riaprendo la partita nell’Ohio che da diversi giorni pende verso i repubblicani. Donald ha sfottuto Hillary, dicendo che lui per riempire gli stadi non ha bisogno di Jay Z, Jennifer Loper o Katy Perry, che ieri sera ha tenuto un concerto per lei a Philadelphia. A giudicare dalla folla venuta a Pembroke Pines per il saluto elettorale di Clinton alla Florida, non ha tutti i torti. Sarà che diluvia, ma lo spazio all’aperto è piccolo e la gente poca. Naturalmente il colpo d’occhio non basta a vincere le elezioni, perché un conto sono i tifosi che corrono ai comizi, e un altro gli elettori, magari incerti, che alla fine vanno davvero alle urne. Però non c’è dubbio che l’entusiasmo non abita qui, nonostante sul palco ci sia la madre di Trayvon Martin, il ragazzo ucciso a Sanford dalla guardia George Zimmerman, per mobilitare i neri. Continua a leggere….