mercoledì 2 novembre 2016

IL CANE DI ALCIBIADE E IL REFERENDUM DI RENZI

Totò: amici…più si avvicina il 4 dicembre, fatidica data in cui si svolgerà il Referendum sulla riforma costituzionale voluta dal Presidente del Consiglio Renzi, mi riesce difficile comprendere la strategia seguita da Renzi e dai suoi consiglieri in tutta questa operazione.
Marco: a che proposito?  Potresti spiegarci meglio il tuo pensiero?
Totò: ovviamente l’oggetto della mia riflessione è stato la “Riforma costituzionale.   Spiego meglio, così come richiesto dall’amico Marco,  il mio pensiero. Vedete…quando penso agli esodati, cioè a persone  che in una notte si sono trovati per anni e anni senza stipendio e senza pensione, a seguito della Legge Monti/Fornero, mi chiedo perché a Renzi sia mancato quel piglio decisionista che invece ha sfoderato nell’imporre al Parlamento le sue  modifiche costituzionali lasciando di fatto ai margini dell’agenda politica il tema esodati.
Ludovico: si tratta, in effetti, di un vero e proprio dramma che stanno vivendo centinaia di migliaia di persone. Dobbiamo infatti tenere conto che dietro un esodato quasi sempre c’è una famiglia; e cioè figli e coniuge, anche loro vittime sacrificali di quella  legge che per il modo in cui è stata costruita credo di non esagerare nel definirla “infausta”.
Totò: per non parlare del problema del “debito pubblico” che continua, mese dopo mese, ad aumentare così pericolosamente da essere diventato un vero e proprio drago capace di ingoiare tutti i nostri risparmi.
Ennio: e con l’immigrazione, di fatto fuori controllo,  come la mettiamo?
Romano: per non parlare della deflazione e della povertà che oramai coinvolge milioni di italiani tra i quali non pochi appartenenti proprio alla nuova categoria sociale degli esodati dei quali  ci parlava l’amico Totò.

Ambrogio: per non dimenticare il tema della pressione fiscale. Leggiamo infatti nella relazione che accompagna il  Documento Economico Finanziario  (comunemente chiamato D.E.F.) che non diminuirà nemmeno nel 2017, essendo rinviata al 2018.
Ennio: vorrei che  tutti riflettessimo un po’ di più sul “ problema immigrati”: più di undicimila sbarchi in quattro giorni sono numeri da non sottovalutare che devono farci riflettere  sulla gravità del problema.
Franco:  io aggiungerei  la mancanza di risorse da destinare agli investimenti senza i quali non c’è crescita. E tutti noi sappiamo che senza crescita si riduce il  P. I. L. e conseguentemente le entrate fiscali. Tutto ciò potrebbe comportare una difficoltà nel pagare gli interessi per i prestiti ottenuti.
Vanni: ecco perché il Governo negli ultimi anni ha drasticamente tagliato i trasferimenti finanziari ai Comuni i quali per continuare a sopravvivere ora truccano i semafori  col risultato di vessare anche gli onesti automobilisti. Il giallo che dura due/tre secondi ne è l’esempio classico.  
Giacomo: quelli evidenziati dagli amici sono tutti problemi da far tremare i polsi anche al più avveduto uomo politico. Eppure se  Il nostro Presidente Renzi ha messo al primo posto della sua azione politica  proprio la Riforma Costituzionale un motivo ci sarà. Quale sarà? Prof. Vezio l’altro giorno abbiamo iniziato ad affrontare questo tema,   ma non abbiamo trovato una risposta a questo interrogativo sulla quale trovare un consenso più o meno unanime; lei, che sicuramente si sarà fatta un’idea dell’operazione renziana, ci può illustrare il suo pensiero?
Vezio: vedete amici miei….è da qualche giorno che sono alla ricerca di precedenti storici capaci di rendere comprensibile l’operazione renziana . Ebbene l’ho trovata in un personaggio della Grecia antica di nome Alcibiade. 
Alcibiade, vissuto tra il 450 e il 404 a. C. fu protagonista della vita politica e militare ateniese durante la II^ fase della “guerra del Peloponneso”.  Le notizie che abbiamo di lui ci vengono fornite principalmente dallo scrittore Plutarco che, oltre a descriverlo  come politico capace di simulare e dissimulare, gli attribuisce un’arte tutta particolare nell’accalappiare le persone, capace, com’era, di cambiamenti più radicali e rapidi di quelli  di un camaleonte.
Tra gli episodi capaci di evidenziare la sua personalità basterà ricordare che una volta mentre teneva un pubblico comizio la gente rumoreggiava in segno di dissenso per la sua azione politica. Non riuscendo a calmarla chiede ai suoi consiglieri di portargli sul palco il suo cane. Persistendo il dissenso chiese che gli portassero anche una forbice con la quale non esitò a tagliare la coda del cane. Un’azione che suscitò l’ira dei presenti. Quando i suoi gli chiesero ragione dell’azione, fu lui che di rimando ribatté  chiedendo loro  perché la gente continuasse a rumoreggiare così tanto, e quando gli risposero che quel taglio era stata un’azione orribile rispose così: “se la gente è così impegnata a parlare della coda del mio cane vuol dire che ha smesso di criticare la mia gestione della cosa pubblica ed era questo il mio obiettivo che, a quanto pare, è stato pienamente raggiunto. Per quanto riguarda il cane fatelo medicare immediatamente qui sul palco e riportatelo  a casa” .
La sua azione politica nel corso della “Guerra del Peloponneso” si caratterizzò per la sua intrinseca contraddittorietà e spregiudicatezza: in un primo tempo rivolta ad accrescere la potenza di Atene che non esitò a tradirla in un secondo momento per favorire la  rivale Sparta.  Non esitò infine ad allearsi con i Persiani contro le stesse Sparta e Atene. Un uomo che viene ricordato per aver illuminato la sua Atene di una luce tanto brillante quanto fatua. Non a caso  con la sua azione politica contribuì non poco a condurre Atene alla rovina e al suo definitivo declino politico e culturale.
Giacomo: prof. Vezio…
visto che Renzi per far approvare la modifica di ben 47 articoli, nelle centinaia di votazioni svoltesi nelle due Camere parlamentari,  non ha esitato minimamente ad avvalersi  di decine di maggioranze diverse tra loro;
viste le riflessioni svolte dagli amici e la sua ricerca, così felicemente azzeccata, di precedenti storici nell’azione politica del nostro Presidente Renzi;
le chiedo,  ricordando la dottrina di Giovan Battista Vico denominata  “Corsi e ricorsi storici”, se  possiamo dire che dopo 2400 anni ancora una volta la storia si ripete.
Vezio: hai detto bene.
(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia) 
Giuseppe Castronovo