giovedì 17 novembre 2016

Il neo presidente alle prese con le nomine Usa, prime spine per Donald Trump. Giuliani agli Esteri, il team si spacca

 La scelta è controversa: in queste ore, riemerge il potenziale conflitto di interessi per alcune attività di consulenza dell'ex sindaco di New York con alcuni paesi chiave, dal Venezuela di Chavez all'Arabia Saudita. Fonti parlano di confusione, il cui simbolo è il ritiro dalla transition team di Mike Rogers
16 novembre 2016
 Le diverse anime politiche che hanno portato all'elezione del tycoon sono in aperta collisione. Le nomine e le caselle da riempire non sono affatto scontate, quindi per nulla scontata è la linea da dare alla nuova amministrazione americana, nonostante la promessa di una "rivoluzione commerciale" che "romperà con le ali globaliste sia di repubblicani sia di democratici". Il fronte è spaccato a partire dalla paventata nomina di Rudy Giuliani come segretario di Stato. La conferma tarda ad arrivare perché la scelta è controversa: in queste ore si ricorda, infatti, un potenziale conflitto di interessi per alcune attività di consulenza dell'ex sindaco con alcuni paesi chiave, dal Venezuela di Hugo Chavez all'Arabia Saudita. Se ne era già parlato quando, nel 2007, Giuliani aveva tentato la corsa alla Casa Bianca. Ma oggi, gli echi della stampa hanno un effetto amplificato: per l'intera campagna elettorale Donald Trump e il suo fronte si sono scagliati contro la Clinton Foundation, hanno agitato dubbi sulla sua lista di donatori, presentato il caso come limite insormontabile per la credibilità di Hillary Clinton. E in ballo, c'è anche la promessa di smantellare quelle zone grigie in cui a Washington si incontrano politica e grandi interessi rappresentati da un esercito di lobbisti. Continua a leggere…