martedì 15 novembre 2016

Incubo spread sul referendum

Dl fisco verso il rinvio in Commissione. Trump, prime mosse
Per il premier Matteo Renzi non ci sono mezze misure. Se dal risultato del referendum dovesse uscire comunque una sorta di premierato malconcio, lui non sarebbe disposto a «vivacchiare». Senza mezze misure anche un'altra leadership. In America il presidente eletto Donald Trump ha deciso di mantenere qualcuna delle promesse fatte in campagna elettorale, tipo quella di espatriare almeno un paio di migliaia di immigrati clandestini.Ma le attenzioni al momento sono tutte dedicate al prossimo referendum in Italia. E l'ansia comincia a esondare anche al di là degli argini della politica da campagna referendaria. Ieri protagonista della giornata è stato di nuovo lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco che, dopo un avvio in leggero calo, è tornato a salire e ha toccato un massimo intraday a 184,486 punti base per poi ripiegare fino a 175,855, comunque al di sopra dei 173,294 di venerdì. L'allargamento del differenziale, spiegano gli strategist di IG, è dovuto «a una maggiore cautela da parte degli investitori in vista del referendum costituzionale che ci sarà poco meno di 3 settimane. «Ovvio, lo spread aumenta se c'è incertezza. Non e una minaccia, è una constatazione», ha detto Renzi, nel corso di un'iniziativa per il referendum a Bergamo. Continua a leggere….