venerdì 25 novembre 2016

Inter, il male è profondo. Gambe, testa e Murillo in crisi

Per 45' Pioli si è forse illuso che il lavoro potesse non essere troppo difficile: invece la strada da fare è ancora tanta, anche a livello psicologico
Sono profondi i mali dell'Inter: non li cancella un cambio di tecnico, non li cancella un gol nel recupero nel derby, non li cancella nemmeno un primo tempo con due gol di vantaggio e l'impressione, finalmente, di essere una squadra vera e compatta. Il male ritorna, quando meno te lo aspetti: colpisce le gambe, che diventano pesanti, colpisce le idee, che diventano confuse, colpisce la testa, che così non abbozza una vera reazione.
ILLUSIONI PER 45' — Stefano Pioli se ne faccia una ragione: il suo compito non sarà facile. Se si era illuso dopo 45 minuti, altri 45 hanno spazzato via tutto. Nel primo tempo lui, ma anche i tifosi nerazzurri, e persino i neutrali avevano visto una squadra compatta, con soluzioni offensive più varie rispetto ai tempi di De Boer e una difesa in pieno controllo. Il centrocampo girava intorno a un Brozovic mobilissimo, un Felipe Melo nei ranghi (è già un successo), un Banega che cercava, trovandoli, spazi nuovi. Gli esterni Candreva ed Eder facevano vedere la principale novità dell'Inter piolesca: Ali più strette, più al centro della "battaglia", più connesse con Icardi. Continua a leggere…..