domenica 27 novembre 2016

Intervista a Juncker: “Sui migranti è scandaloso voltare le spalle all’Italia”

Il presidente della Commissione Ue: “La legge di bilancio non viola le regole. Avanti con le riforme per questo spero non vinca il No al referendum”
Quasi un italiano, a sentire i racconti della sua fanciullezza, animati da Vittorio il muratore umbro e Pierluigi, l’amico che ora vive in Sardegna, con la «buona cucina» e le partite di calcio fra lussemburghesi e azzurri dal «risultato scontato». Jean-Claude Juncker spiega l’amore per il Bel Paese con «ragioni autobiografiche e irrazionali». Per questo, e per il grande impegno profuso nel salvare disperati nel Mediterraneo, ammette di trovare «scandaloso il fatto che si voltino le spalle all’Italia nel momento in cui le persone arrivano sulle sue coste». Assicura, il presidente della Commissione Ue, che «tutti devono accogliere un minimo di rifugiati, nessuno può fuggire dal proprio dovere». E questa sarà la sua battaglia, a partire dalla riforma di Dublino.  Promette di far rispettare le leggi che i governi si sono dati e non solo. Seduto al tavolo dell’ufficio presidenziale di Palazzo Berlaymont tenta di rimettere tutte le questioni al loro posto. «Non accetto che mi si chiami burocrate o tecnocrate», assicura. Nemmeno un nemico dell’Italia. Tutt’altro. Lo conferma con l’impegno a scomputare dal Patto di stabilità «le spese per la messa in sicurezza del Paese» dopo il terremoto e con l’ammissione che la legge di bilancio «non viola» le regole. L’ex premier del Granducato, popolare, classe 1954, apprezza le riforme del governo Renzi e si spinge sino a dire, pur di veder andare avanti il processo, «spero che non vinca il No». Parrà un’intrusione, ma lui non lo crede. E poi è abituato a dire ciò che pensa. Anche su Castro: «Lo giudicherà la Storia, ma per molti è stato un eroe». Continua a leggere…