giovedì 17 novembre 2016

Juventus, Marchisio: dalla B ai 5 scudetti, il Principino adesso è Re

Nel novembre 2006 esordì da titolare in bianconero: 10 anni dopo, con in mezzo una stagione a Empoli, è diventato un simbolo del club
Il titolo potrebbe essere: "Storia di un grande amore", parafrasando uno dei primi versi dell’inno bianconero. Claudio Marchisio si innamorò della Signora quando era un bambino e poi ha avuto la fortuna di diventare uno dei suoi vassalli. Dieci anni fa, per la precisione l’1 novembre 2006, Marchisio ebbe per la prima volta i galloni da titolare: Juve-Brescia 2-0, 90 minuti da bianconero in B dopo le fugaci apparizioni con Martina (Coppa Italia) e Frosinone. Dal punto più basso della storia bianconera al record eguagliato dei cinque scudetti di fila: il Principino è diventato re, vanto di una società che ha saputo crescere in casa uno dei migliori prodotti del calcio italiano. Marchisio rappresenta ciò che tutti i bambini vorrebbero diventare: protagonisti con la maglia della squadra del cuore, sempre dalla stessa parte per tutta la carriera. Molto probabilmente finirà così, visto che si è legato quando aveva 7 anni e il suo contratto scadrà nel 2019 (a 33 anni).

DIECI FLASH — Un decennio che racchiude tutto: la discesa agli inferi ma anche il cielo toccato con il dito, le lacrime dopo un infortunio e lo champagne delle serate scudettate. Calciopoli ha aiutato Claudio a emergere, lui ha fatto tutto il resto. In mezzo c’è stato anche un anno di apprendistato lontano da Torino: grazie alla stagione passata a Empoli (2007-08) Marchisio ha scoperto che cosa si prova a giocare contro la squadra del cuore. Nella gara di ritorno riuscì anche a inchiodare la Juventus sullo 0-0. Chiusa la parentesi di provincia, c’è stata solo e soltanto la Signora. Nell’ordine sono arrivati il primo gol in Serie A contro la Fiorentina (2008-09), una rete decisiva all’Inter (2009-10), un’altra molto bella all’Udinese (2010-11) , la doppietta in Juve-Milan 2-0, decisiva per il primo scudetto dell’era Conte (2011-12), un’altra nel derby dei grandi dopo i tanti centri negli anni delle giovanili (2012-13), un gol al Sassuolo per sventolare il terzo tricolore (2013-14), la prima finale di Champions giocata contro il Barcellona (2014-15), l’ultima grande gioia allo Stadium nella sfida scudetto con il Napoli prima che il suo ginocchio facesse crack (2015-16). Continua a leggere…