giovedì 3 novembre 2016

La Regione Piemonte pensi agli anziani e riapra la cardiologia ad Acqui Terme

by Pier Carlo Lava
Secondo il report 2016 “Curiamo la corruzione”, a cura di Transparency International Italia, Censis, Ispe-Sanità e Rissc, emerge che la situazione del settore vede coinvolta nel malaffare una Asl su tre. Raffaele Cantone presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione afferma: “La sanità, per l'enorme giro di affari che ha intorno e per il fatto che anche in tempi di crisi è un settore che non può essere sottovalutato, è il terreno di scorribanda da parte di delinquenti di ogni risma”.
Sarebbero infatti 6 miliardi di euro gli sprechi della Sanità italiana, che di conseguenza vengono sottratti ad innovazione e cura dei pazienti per finire nelle tasche di corrotti e corruttori. Una malattia contagiosa che riguarda in parte le Asl in Italia ma che a quanto pare è un malcostume diffuso anche fra certe categorie di cittadini, dato che sempre secondo il report in questione, due milioni di italiani avrebbero pagato bustarelle per ottenere favori e 10 milioni hanno effettuato visite mediche "in nero". 
Gli sprechi riguardano anche consulenze d’oro, servizi di mensa e pulizia pagati più di quanto si deve, farmaci che finiscono nella spazzatura per le confezioni sbagliate, ecc. 
In questo contesto Governo e regioni anzichè mettere a punto specifici interventi per tagliare gli sprechi effettivi, come al solito scelgono la strada più facile, fanno pagare il conto ai cittadini chiudendo piccoli ospedali e reparti ma in questo caso non colpiscono unicamente il portafoglio ma, fatto ancora più grave, anche la loro salute.
Alessandria: Il bilancio non si può far quadrare chiudendo reparti di ospedali come nel caso di Acqui Terme, dove è stato attivato un ricorso al Tar grazie al contributo degli “amici del cuore” e del Sindaco, come scrive il sig. Adriano Icardi in una lettera pubblicata su La Stampa. 
L’obiettivo è riavere la cardiologia nell’ospedale dove è stato chiuso quasi totalmente un presidio indispensabile, sopratutto se si considera la popolazione anziana ma non solo del Comune, lontana dalle grandi aree urbane. Come ben sappiamo in caso di problemi cardiaci  è determinante intervenire urgentemente se si vuole salvare la vita alle persone ma pare che questo, di fronte alle esigenze di bilancio, rappresenti un problema secondario.