giovedì 24 novembre 2016

L’associazione contro l’amianto di Casale Monferrato ha eletto la nuova presidente

Il primo appuntamento ufficiale sarà martedì 29 a Torino: il gup potrebbe decidere se mandare a giudizio Schmidheiny per l’omicidio di 258 casalesi vittime dell’amianto
Giuliana Busto è la terza presidente dell’Afeva, l’associazione che riunisce i famigliari e le vittime dell’amianto a Casale Monferrato. Indicata dopo una consultazione del direttivo, è stata eletta e proclamata ieri dall’assemblea dei soci. Un volto storico di Afeva, da 28 anni sulla prima linea di molte battaglie. Ventotto non è un numero casuale: è collegato a una data precisa. Il 23 dicembre 1988 morì, a causa dell’amianto, suo fratello Piercarlo. Il «Pica» non aveva mai lavorato all’Eternit. Era un giovane bancario di 33 anni. Ed era uno sportivo, tra i migliori atleti nella corsa, e un salutista integerrimo. Giuliana Busto e i suoi famigliari lo scrissero sui manifesti funebri di che cosa era morto: mesotelioma. «Allora - ricorda Giuliana Busto - l’associazione, nata in seno al sindacato, univa solo i lavoratori. La morte del Pica fece capire che tutti eravamo esposti». Fu una svolta nella consapevolezza dei casalesi, in cui si era già aperta una breccia quando il primario della Medicina al Santo Spirito, Piero Capra Marzani, aveva annunciato il pericolo mortale dell’amianto e la diffusione del mesotelioma anche tra cittadini non lavoratori. Giuliana Busto ricorda i giorni dopo il lutto: «Mi trovai a raccogliere firme in piazza per una legge che vietasse l’amianto in Italia». Arrivò nel 1992. Busto assume la presidenza di Afeva, dopo il lungo periodo di Romana Blasotti Pavesi (che ha appoggiato calorosamente la candidatura), cui era seguito Giuseppe Manfredi, morto di mesotelioma. Confermato vice Giovanni Cappa. Consiglieri: «la» Romana, Bruno Pesce, Nicola Pondrano, Franco Maroni, Assunta Prato, Franca Durando, Santina Calleri e Luca Cavallero. Il primo appuntamento ufficiale per la neopresidente sarà martedì 29 a Torino: il gup potrebbe decidere se mandare a giudizio Stephan Schmidheiny per l’omicidio di 258 casalesi vittime dell’amianto.