venerdì 18 novembre 2016

Putin ritira la Russia dalla Corte penale internazionale

Non è diventato un "organo realmente indipendente ed autorevole"
16 novembre 2016
 Il presidente russo Vladimir Putin ha dato ordine di non ratificare lo Statuto di Roma, base legale della Corte penale internazionale. Lo ha reso noto un documento pubblicato sulla pagina ufficiale del governo. Putin, si legge, ha ordinato di "accettare la proposta" di "informare il segretario generale delle Nazioni unite sulla decisione della Russia di non far parte dello Statuto di Roma". Il ministero degli Esteri ha dichiarato che la Corte "non è stata un ente genuinamente indipendente", si legge. La Russia aveva sottoscritto nel 2000 lo Statuto, entrato in vigore nel 2002, ma non lo aveva ratificato. La mossa ha un significato eminentemente politico, tanto più in un momento in cui l'autorità della Corte era già stata messa in discussione da analoghe decisioni assunte di recente da alcuni Stati africani: Burundi, Sudafrica e Gambia. Sul piano giuridico, l'omessa ratifica del tratto istitutivo di fatto sottraeva comunque Mosca alla giurisdizione del Tribunale Onu, chiamato a giudicare i crimini di guerra, contro l'umanità e il genocidio. Altri Paesi firmatari che si sono poi ritirati sono Usa, Israele e Sudan. Mai hanno neppure firmato lo Statuto, tra gli altri, Cina, India, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita, Indonesia, Etiopia, Vietnam e Nicaragua.