domenica 6 novembre 2016

Roma, Marra confermato dirigente del personale. Il fratello non ce la fa: Porta resta capo della municipale

La decisione dopo una riunione fiume con i consiglieri. Il nome contestato del fedelissimo della sindaca non sarà spostato: in suo favore anche il sondaggio telefonico di Grillo con i consiglieri che lo hanno difeso. Attesa per i nuovi nomi in arrivo alla Ragioneria e al Commercio
Non è ancora reso pubblico, ma ormai è deciso: Raffaele Marra resterà al suo posto di capo del personale del Campidoglio. E pure Diego Porta manterrà il comando della polizia municipale di Roma, una delle posizioni più ambite per cui erano arrivate ben 12 candidature (tra cui anche quella di Renato Marra, fratello dell’uomo di fiducia del sindaco Virginia Raggi). Mentre cambieranno i direttori del Commercio (dipartimento chiave per la delicata partita della Bolkestein) e soprattutto della Ragioneria generale, dove non ci sarà la riconferma (nemmeno pro-tempore) di Stefano Fermante.
RIUNIONE FIUME CON I CONSIGLIERI
 Nessuna proroga, come pure era stato ventilato negli ultimi giorni per la difficoltà del procedimento: la Raggi ha voluto risolvere la rotazione degli incarichi dirigenziali in maniera definitiva, affidando incarichi triennali. L’ufficialità non c’è ancora, arriverà solo mercoledì 9 settembre quando la prima cittadina sarà tornata dalla sua visita ad Auschwitz per il viaggio della memoria. Ma ilfattoquotidiano.it è in grado di anticipare alcune delle scelte principali. Il contenuto delle delibere che approderanno in giunta la settimana prossima è frutto anche della riunione decisiva avvenuta mercoledì con assessori e consiglieri, in cui la sindaca ha motivato le sue scelte e il suo delegato al Personale, Antonio De Santis, ha spiegato i criteri alla base del sistema dell’interpello e dei vincoli imposti dal piano anti-corruzione (secondo cui nessun dirigente può rimanere al suo posto per più di tre anni). Un confronto intenso, andato avanti fino alle 2 di notte, che dovrebbe essere servito a rendere il più condivise possibili le nomine (su un paio di posizioni chiave sarebbero stati accolti ad esempio i suggerimenti di Marcello De Vito). Così da ricomporre le fratture che la revisione della macchina amministrativa aveva creato fra gli stessi 5 stelle. Almeno all’interno della Capitale, visto che a livello nazionale, tra i parlamentari, il ruolo di Raffaele Marra continua a provocare malumori. Continua a leggere….