sabato 26 novembre 2016

Terrorismo, l’Isis ai jihadisti del Kosovo: “Dovete colpire subito l’Italia”. Le indicazioni per entrare nel nostro Paese

L’indicazione dal carcere di Rossano Calabro. Il Dap manda una nota all’antiterrorismo. L'ordine è passare dalla Bosnia per poi entrare da Trieste o attraverso la Svizzera. Allarme sul rientro dei foreign fighters dalle zone di guerra al nostro Paese
La notizia è arrivata sul tavolo dell’antiterrorismo solo pochi giorni fa. Recita: “L’Isis ha dato mandato ai mujahed kosovari o comunque dell’area balcanica di colpire il territorio italiano”. Il “cifrato” ha subito messo in allarme gli esperti della sicurezza. L’appunto non proviene dai Paesi dell’area mediorientale, come già successo in passato, ma da casa nostra e in particolare dal circuito delle carceri. “Il dato è rilevante, da quando è scattata l’emergenza per possibili attacchi del Califfato è la prima volta che abbiamo una segnalazione così specifica”, spiega una fonte qualificata della nostra intelligence. Anche perché la casa di reclusione è quella di Rossano Calabro, uno dei due istituti, assieme a quello di Macomer in Sardegna, dove si trovano buona parte dei detenuti per terrorismo islamico. Qui la notte del 13 novembre 2015, a poche ore dal massacro del Bataclan, alcuni di loro inneggiarono “alla Francia liberata”.Ma c’è di più: l’annotazione arriva direttamente dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap). Prosegue la fonte: “Ancora non sappiamo come sia filtrata. Se sia frutto di una intercettazione oppure di una confidenza fatta a qualche agente della polizia penitenziaria”. Ma non c’è solo questo. Stando all’informativa del Dap, gli ordini, arrivati dal dipartimento di Daesh per gli attacchi all’estero, spiegano chiaramente anche il tragitto che i mujahed devono seguire. L’indicazione è quella di passare dal Kosovo in territorio bosniaco, storicamente zona ad altissima densità di comunità salafite, per poi proseguire verso l’Italia, facendo tappa in Svizzera dove i controlli mirati alla minaccia jihadista lasciano ancora molto a desiderare, oppure entrando a Trieste. Nella città friulana, per molto tempo, sono stati di casa Nezirevic e Hasanagic, due imam radicali di origini bosniache. Cosa colpire resta, naturalmente, un’incognita. “Ma certo – ragiona l’antiterrorismo – il nord e parte del centro Italia rappresentano le aree dove maggiormente si concentrano le comunità originarie dei Balcani”. Vi sono, invece, indicazioni sui luoghi dove rifugiare dopo un possibile assalto. Il consiglio è quello di portarsi verso la Germania. Continua a leggere….