martedì 29 novembre 2016

Troppe ingerenze straniere nel voto degli italiani per il referendum

(barbadillo.it) – C’è un sesto quesito nascosto tra le righe del   “Referendum costituzionale”, un  quesito che compendia gli altri cinque, stampati sulla scheda: “Siete disposti a cedere la vostra sovranità?”
La domanda è tutt’altro che fantasiosa. Sgombrato il campo dalla “pubblicità ingannevole”, diffusa, a piene mani,  dai paladini del sì, l’essenza del referendum  – a ben leggere – è tutta interna al tema della sovranità, diversamente declinata.Intanto c’è la sovranità politica, quella che – secondo la Costituzione – appartiene (apparterebbe?) al popolo. Su questo versante la riforma voluta da Matteo Renzi va giù dura. Il Senato non sarà eletto direttamente dai cittadini (in attesa che una legge ordinaria determini le modalità di scelta da parte delle Regioni e delle “aree vaste”). Stesso discorso per le ex province, nominalmente abolite, ma sostituite dalle aree metropolitane, rette da consigli  metropolitani eletti dai sindaci e dai consiglieri comunali dei comuni delle stesse aree. Compendio di questa spogliazione della sovranità popolare è la legge elettorale costruita intorno ad  un premio di maggioranza (340 seggi su 630) alla lista che ottiene  più del 40 per cento al primo turno (o che vince al ballottaggio). Per non parlare del nuovo centralismo burocratico, nascosto nella “revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, con il quale le più importanti decisioni che riguardano la vita dei cittadini e le esigenze dei territori saranno prese  da schiere di “tecnici” ministeriali  privi della conoscenza dei problemi locali, in spregio ai valori della sussidiarietà e della partecipazione che hanno sempre segnato lo sviluppo nazionale. Continua a leggere….