lunedì 21 novembre 2016

Vogliamo ancora l’Ue, nonostante tutto

Il sondaggio Last conferma: gli italiani non intendono lasciare l’Europa, ma chiedono ai politici di cambiarla. La Brexit non sfonda: aumentano Euroconvinti e anti Euro
L’Europa non gode buona salute, e purtroppo non è una novità. Dallo scoppio della crisi del 2008 e la gestione successiva segnata da un’austerity ai limiti del parossismo, passando per la (non) gestione dei flussi migratori, fino alla Brexit, l’Unione non ha dato certamente il meglio sé. La stessa riunione agostana a Ventotene fra i primi ministri di Francia, Germania e Italia, dove si sarebbero dovute scrivere le «pagine del futuro dell’Ue» (Renzi dixit), non ha suggellato passi in avanti. Anzi, da allora le divisioni si sono ulteriormente accentuate e da qualche settimana lo stesso premier italiano sta lanciando strali verso un’Unione sorda alla flessibilità necessaria per fronteggiare le emergenze umanitarie e una ripresa economica ancora troppo lenta. L’esito di tale aggrovigliamento dell’Ue è aver alimentato venti di protesta e populismi, tanto da non rendere implausibile una deflagrazione di quel progetto che ha fin qui garantito pace e sviluppo a un novero sempre più ampio di nazioni. L’uscita dall’Unione sancita con il referendum popolare (per quanto ora in discussione) dalla Gran Bretagna rappresenta l’evento più traumatico e le prove delle prossime elezioni politiche in diversi Paesi costituiranno ulteriori banchi di prova per la tenuta di quel disegno. Nel nostro Paese non mancano esponenti politici e partiti che criticano ferocemente la burocrazia europea, fino ad auspicare un’uscita dall’Unione emulando i britannici o l’abbandono della moneta unica. Dunque, molti fattori sembrano remare contro l’Ue. Ma fino a che punto la popolazione esprime un sentimento anti-europeista? In che misura si guarda con favore all’uscita dell’Italia? La ricerca realizzata (Community Media Research in collaborazione con Intesa Sanpaolo, per La Stampa) sui cittadini italiani racconta di un orientamento generale certamente non entusiasta verso l’Europa, con aree non marginali di criticità, ma sicuramente non incline a prospettive di abbandono. Anzi, si chiede al governo un maggiore e rinnovato impegno nel cambiamento dell’Ue volto al suo rafforzamento. Continua a leggere…..