martedì 1 novembre 2016

World Vegan Day: l'Italia vegan s'è desta

Il World Vegan Day (Giornata Mondiale Vegan) è un evento annuale ricordato in tutto il mondo dal 1° Novembre 1994 quando Louise Wallis decise di celebrare il 50° anniversario della nascita di The Vegan Society https://www.vegansociety.com/whats-new/campaigns/world-vegan-month di cui lei era in quel momento Presidente. Il termine "vegan" fu ideato proprio 50 anni prima, nel 1944, da Donald Watson, membro della Vegetarian Societyhttps://it.wikipedia.org/wiki/Vegetarian_Society , che nell'Agosto di quell'anno pose l'attenzione sul consumo di prodotti lattiero-caseari, da tempo oggetto di dibattiti all'interno dell'associazione, al punto che si decise di costituire una nuova società, The Vegan Society, di cui Watson stesso fu Presidente, e di adottare il termine "vegan", con «le prime tre e le ultime due lettere di vegetarian: l'inizio e la fine del vegetarismo» disse Watson.
Da allora il veganismo seguì principi etici di rispetto per la vita animale, basandosi sul pensiero antispecista e su una visione nonviolenta della vita, concretizzata nel rifiuto di consumare, per quanto possibile e praticabile, prodotti derivati da sfruttamento e uccisione di animali la cui esistenza non deve essere in funzione dei bisogni umani. Gli animali, così come gli umani, hanno diritto a una vita libera dalla sofferenza e dallo sfruttamento in quanto esseri senzienti, intelligenti, sociali e capaci di sensazioni ed emozioni: la motivazione prima e forte del veganismo è questa.
Se poi si getta uno sguardo alla situazione ambientale, si aggiungono valide ragioni: ce lo spiegano da tempo grandi organizzazioni come la F.A.O. (Food and Agriculture Organization) https://it.wikipedia.org/wiki/Impatto_ambientale_dell%27industria_dei_cibi_animali che ha riconosciuto nell’allevamento intensivo una delle cause primarie di inquinamento ambientale e del riscaldamento globale per l'emissione di gas serra e per la deforestazione dovuta alla ricerca di nuovi pascoli con i conseguenti danni per biosfera e biodiversità; a ciò bisogna aggiungere la pesca che saccheggia i mari causando seri problemi all’equilibrio degli ecosistemi.

Anche la fame di certe popolazioni è una conseguenza dell'uso scriteriato delle risorse: si depauperano le terre dei poveri del mondo per coltivare cereali e legumi con cui nutrire miliardi di animali fabbricati per essere mangiati secondo una logica perversa ed egoistica squisitamente umana.
Sono sempre di più gli studi su un modo di alimentarsi completamente vegetale, riconosciuto valido da autorevoli associazioni scientifiche come l'American Academy of Pediatrics, l'Academy of Nutrition and Dietetics e finalmente anche dal nostro Ministero della Salute http://www.vegolosi.it/news/alimentazione-vegetariana-e-vegana-via-libera-del-ministero-della-salute/
Chi sceglie di vivere vegan non può fermare con la sua singola azione lo sfruttamento ma rifiuta di parteciparvi e di esserne la causa; se non altro compie una scelta consapevole e responsabile mandando un importante segnale per una società più rispettosa dei diritti degli animali e degli umani.
In Italia ci sono parecchi appuntamenti che invitano a ricordare questo giorno e a riflettere su chi e che cosa sia vegan.
Firenze, l'associazione Essere Animali porta in piazza la realtà degli allevamenti intensivi con un’azione scenografica che mostra la drammatica vita degli animali fabbricati per essere mangiati e come possiamo cercare di cambiarla con le nostre quotidiane scelte personali http://www.essereanimali.org/events/worldveganday-azione-dimostrativa-firenze/ 
Dopo il flash mob ci si ritrova a Fiesole http://www.restiamoanimali.it/blog/2016/vegan-day-martedi-1-novembre-vena-e-molto-altro-ricordando-lorso-bruno/ per un appuntamento dedicato a Bruno, l'orso del parco di Cavriglia morto qualche settimana fa dopo una vita di segregazione.
Progetto Vivere Vegan di Firenze invita all'evento "In vino vegan" http://www.viverevegan.org/world-vegan-day-firenze-in-vino-vegan/ per brindare insieme e far conoscere le motivazioni del veganismo: «La nostra civiltà è in gran parte basata sullo sfruttamento, fino alla morte, dei più deboli e indifesi: gli Animali. Essi sono i nostri schiavi, ad essi rubiamo la vita per nutrirci, curarci, vestirci, divertirci e per produrre un numero infinito di cose. Questo semplicemente perché sappiamo che possiamo usarli e ucciderli senza che possano difendersi. Proclamiamo ogni giorno principi di solidarietà, uguaglianza, rifiuto della violenza e giustamente ci indigniamo se essi sono violati a danno di vittime umane. Ma restiamo indifferenti e accettiamo che esseri senzienti siano ridotti a macchine da carne, latte, uova, pelle, lana… o che siano torturati e vivisezionati. Spesso preferiamo non guardare le immagini di questa violenza della quale siamo comunque responsabili, mentre la consapevolezza della realtà è la condizione essenziale per giudicarla e cambiarla. Esiste però un altro modo di concepire il nostro rapporto con le altre specie. Possiamo usare tutta la ricchezza della nostra evoluzione e intelligenza per migliorare noi stessi e non per meglio dominare altri esseri inermi. Possiamo non considerarci padroni assoluti della Terra, convinti invece di doverla condividere con gli altri animali senza arrogarci il diritto di sfruttarli a nostro piacimento ma rispettandoli e lasciando che vivano la loro vita. Questo vuol dire lottare per la loro libertà e rifiutarsi di usare i loro corpi e tutto ciò che deriva dalla loro schiavitù, sia a tavola che in tutte le altre circostanze della vita quotidiana. Vivere Vegan significa vivere questo impegno in ogni momento e lottare contro ogni discriminazione e ogni schiavitù.»
The Green Place a Nepi (VT) http://www.thegreenplace.it/ è un santuario per animali che celebra questa giornata con Essere Animali, Ivegan, Nomattatoio, Sei Vegano Se, Animalisti Italiani, Dall'Albero, VegWed. Ci saranno incontri, presentazioni e dibattiti per apprendere, condividere e confrontarsi sul tema dello sfruttamento e della liberazione animale, dell’attivismo e degli aspetti che caratterizzano l’impegno per una vita vegan.

A Padova è in corso dal 29 Ottobre al 1 Novembre "Vegan Days" http://www.vegandays.it/ : 4 giorni di incontri con conferenze tenute da professionisti e attivisti su temi relativi alla difesa degli animali e alla cura della salute, allietate dal vegan bistrò per gustare piatti, panini, bevande, pasticceria e snacks vegetali. Tante associazioni e aziende che credono nella causa hanno permesso la realizzazione di un evento di tale portata.

Sulla scia del World Vegan Day, Sabato 5 Novembre a Montemurlo (PO), sarà inaugurato il primo stabilimento produttivo di Vegandelicious, azienda specializzata in insaccati stagionati completamente vegetali, biologici, senza glutine https://www.facebook.com/events/1885431295022141 Fin qui nulla di strano perché sono tante le aziende che nascono orientate a questa scelta produttiva, se non che Vegandelicious avrà sede nei locali in cui esisteva una macelleria che ha chiuso l'attività. In risposta a chi sostiene che le persone vegan costituiscono un pericolo per l'economia, questo locale, oltre a creare posti di lavoro, assume un valore simbolico: dove prima c’erano sofferenza e sfruttamento, ora ci sarà rispetto della vita. Qualcosa sta davvero cambiando.

La settimana volgerà al termine con uno degli appuntamenti vegan più attesi, il MIVEG http://miveg.org/ festival vegan di Milano che, dopo le prime tre edizioni all'Idroscalo, quest'anno si svolgerà nella splendida cornice di Villa Arconati a Castellazzo di Bollate (MI). E' un momento in cui si uniscono cibo sostenibile e privo di ingredienti animali il più possibile da agricoltura biologica e a kilometro zero, conferenze, musica, workshop su cucina, alimentazione, autoproduzione e attivismo in difesa degli animali; tutto ciò tra divertimento e approfondimento, tra teoria e pratica. Anche i bambini saranno protagonisti nei laboratorio di cucina e di pittura. E poi le mostre fotografiche "Misoteria" a cura di Alfredo Meschi, "Fabbriche di Animali" a cura di Essere Animali, "Un incontro mancato" a cura di Stefano Belacchi, "Reclusi" con ideazione, fotografie e testi di Francesco Cortonesi. Reduce dal successo al Vegan Days di Padova, ci sarà lo spettacolo teatrale "La carne è debole" di e con Giuseppe Lanino, http://www.vegolosi.it/news/giuseppe-lanino-il-mio-teatro-vegan-per-onnivori/ che propone un'approfondita critica agli allevamenti intensivi odierni. MIVEG è organizzato da Vitadacani http://www.vitadacani.org/ e da Essere Animali http://www.essereanimali.org/ e si svolge anche grazie al contributo di aziende che condividono i principi del veganismo decidendo così di sostenere il festival. Passione e determinazione stanno alla base del grande successo del MIVEG nel divulgare un messaggio positivo di accoglienza, partecipazione e solidarietà. Le migliaia di persone che nelle scorse edizioni hanno visitato il festival sono state un incoraggiamento a proseguire su questa strada. Il messaggio del MIVEG è sempre lo stesso: gli animali sono esseri senzienti come noi, sono consapevoli della realtà che li circonda, sono in grado di provare paura, dolore, frustrazione; non sono esseri inferiori, né risorse da sfruttare.

Durante questi appuntamenti si cerca di fare capire che la scelta vegan non è una "moda" ma un "modo" di vivere mettendo in pratica la critica a un modello sociale basato sullo sfruttamento del più debole da parte del più forte e sulla distruzione del nostro pianeta. Scegliere di essere vegan significa opporsi a una logica distruttiva a danno di molti e a beneficio di pochi. A prima vista può sembrare impossibile ma forse la partecipazione a questi eventi può aiutare a dare risposte concrete. Nonostante oggi la parola vegan sia sempre più associata a una scelta legata al benessere e sempre meno associata a una lotta contro un’ingiustizia, a un cambiamento radicale della nostra società, è utile ricordare che il veganismo non è una dieta ma una visione filosofica che si basa sul rispetto di tutti gli animali, sul riconoscimento della loro individualità e del loro diritto a una vita libera da ogni schiavitù.
Qualsiasi argomento non è affatto buono per “convertire” al veganismo il maggior numero di persone possibile. Se così si facesse, avremmo come risultato l'esplosione di un veganismo consumistico e superficiale, inteso come diversivo, non come filosofia di vita. http://www.lindro.it/chi-e-che-cosa-e-vegan/ Più che di una società vegan, c'è bisogno di una società libera: senza sofferenza, senza ingiustizia, senza violenza. Il veganismo è un mezzo per arrivarci, non un fine.
L'invito a riflettere sul significato del World Vegan Day ci è suggerito dalla rivista Veganzetta http://www.veganzetta.org/intro-alla-veganzetta/ che, ricordando questo giorno nel 2015, scrisse http://www.veganzetta.org/1-novembre-2015-giornata-mondiale-del-veganismo/ «Oggi potrebbe essere una buona occasione per fare informazione per esempio su cosa NON è il veganismo: non è una moda, non è una tendenza, non è una dieta, non è una pratica salutistica, non è uno stile di vita, non è un tipo di cucina, non è consumismo, non è consenso e adesione al sistema, non è un diritto, non è una mera scelta individuale, non è una forma di violenza né di dominio ma l’esatto contrario.»
Paola Re
Tortona