venerdì 2 dicembre 2016

Elena Deserventi Laiolo: Come insegnante ho dato molto, ma ho ricevuto di più

by Mattia Cattaneo
Alessandria Post, dopo la sua biografia è lieta di pubblicare anche un intervista in esclusiva per il blog della scrittrice e poetessa Elena Deserventi Laiolo, queste le sue risposte alle nostre domande.

Ciao Elena e benvenuta nel blog. Vuoi presentarti brevemente dicendo chi sei, cosa fai e dove abiti?
Docente in pensione di latino e Italiano ai licei, mamma, nonna, appassionata di letteratura e poesia. Vedova non lamentosa, anzi aperta, socievole, amante della buona conversazione, dotata di salvifico senso dell’umorismo. Diretta e sincera, mai ineducata, ma disposta a “pagare di persona” per le cose in cui credo - Vivo a Grosseto. Sono Presidente di un Club e partecipo ad attività culturali della città. Tengo “conversazioni” di Letteratura e Poesia, su richiesta di organizzazioni culturali. Mi piace viaggiare in Italia e all’estero.
Hai insegnato sino al 2011 Lettere, come è stata la tua carriera da insegnante?
La mia carriera di Insegnante si è svolta all’insegna della passione per l’insegnamento e dell’amore per i miei alunni, severo ma profondo. A Scuola ho trascorso momenti bellissimi, sia in fase ricreativa, dove la conoscenza degli alunni è più veritiera, sia in classe. Credo di aver dato molto, ma di aver ricevuto di più. Con molti alunni il rapporto è continuato attraverso il tempo.
Hai iniziato da non molto tempo a scrivere poesie, cosa è per te la poesia?
Per me la poesia è una forma di espressione che mi consente di “sentire” in profondità e una continua occasione di ricerca per dare a quel sentire le parole, il ritmo, il tipo di musicalità che possano renderlo nella sua autenticità.

Quali sono gli autori a cui ti ispiri o che comunque ti regalano emozioni?
Tra i poeti prediligo Dante per la totalità della sua poesia, il plurilinguismo, la forza morale che investe in pieno la sua poesia; Ungaretti per l’unicità della parola , la forza espressiva del verso libero, la dimensione del suo innovare l’idea tradizionale di poesia; Montale per la sua tragica e pur controllata tragedia del “male di vivere” e il suo coraggio nel guardare in faccia la realtà, scabra, dura, corrosiva e di proporla agli uomini senza illusioni e senza orpelli espressivi. Tra gli autori in prosa: Manzoni. Capito a fondo solo quando ho incominciato a insegnarlo. Il suo romanzo, per il 1800 è stato rivoluzionario, innovativo, sia come genere, che come lingua. Al di là della sua concezione religiosa, secondo me, restano insuperati l’umorismo, l’approfondimento dei caratteri, l’importanza di dare un senso alla vita.
Hai tenuto anche conferenze di stampo letterario, c’è n’è una in particolare che ti è rimasta impressa nel cuore?
Tra le conferenze tenute , mi è rimasta nel cuore quella intitolata” Fiori di-versi”, un excursus dal mito ai giorni nostri, attraverso poesie ispirate ai fiori.
Come vedi oggi il livello culturale in Italia?
Oggi il livello culturale in Italia va verso il basso: si cerca di velocizzare la lettura, di ricorrere a riassunti, non si approfondisce, si esercita lo schematismo logico ed espressivo. E non ci può essere cultura senza impegno di ragionare,riflettere, elaborare. Resta poco dentro….il ritornello di qualcosa di orecchiabile.
Hai pubblicato il romanzo “Dentro la ragnatela”, ce ne vuoi parlare?
“Dentro la ragnatela“ è la storia di una famiglia sconvolta improvvisamente da vicende insospettate della vita: al centro una donna apparentemente fragile, travolta e riemersa fino a….
Hai varie liriche nel cassetto, vorresti pubblicarle? Ci sono delle poesie a cui sei legata particolarmente?
Sì, vorrei pubblicare diverse liriche. Non sono particolarmente affezionata ad alcune di esse: scrivo e le dimentico. 
Quali sono i tuoi progetti futuri?

Non faccio progetti. Forse un romanzo o forse saggi critici o forse... niente!