martedì 10 gennaio 2017

Addio a Bauman, teorico della società liquida

Interprete acuto del '900, da cultura dei consumi a terrorismo
''Società liquida'' è diventata ormai un'etichetta per questo nostro mondo in cui non si hanno più punti di riferimento certi, in cui i valori sono in crisi e alle sicurezze di un tempo si sono sostituite incertezze e timori per il futuro personale e sociale. La definizione, tra le più fortunate e popolari degli ultimi anni proprio per la sua capacità metaforica di sintesi, è del sociologo-filosofo polacco Zygmunta Bauman, scomparso oggi a 91 anni, testimone del suo tempo e assieme capace di esserne uno degli interpreti critici più acuti. ''Una società può essere definita liquido-moderna se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. Il carattere liquido della vita e della società si rafforzano a vicenda'': inizia così il saggio ''Vita liquida'' del 2005 che porta avanti i concetti espressi cinque anni prima in ''Modernità liquida'' e approfonditi anche in ''Amore liquido'' nel 2003 sulla fragilità dei legami affettivi nel mondo odierno. E' una visione della contemporaneità e della sua crisi che Bauman, con la sua calda comunicativa, ha spiegato e portato avanti partecipando a convegni e festival senza mai tirarsi indietro forte di una verve che ancora a settembre, al Festival della Filosofia di Modena di cui era una delle presenze storiche, aveva coinvolto centinaia e centinaia di persone. Continua a leggere….