mercoledì 18 gennaio 2017

Banche, dalla Spagna alla Germania dopo l’ingresso dello Stato tetti agli stipendi e stop ai bonus. In Italia il Tesoro tace

Sta per partire il salvataggio del Monte dei Paschi con un'iniezione di soldi pubblici. E il governo dovrà decidere se ridurre le retribuzioni dei vertici. In teoria i gruppi quotati non devono rispettare i paletti fissati per i manager pubblici, ma a livello internazionale tutte le nazionalizzazioni di istituti di credito sono andate a braccetto con tagli ai maxi compensi: non oltre i 500mila euro. Fa eccezione la Gran Bretagna
La Germania e l’Irlanda, quando hanno salvato le loro banche, hanno fissato un tetto di 500mila euro per gli stipendi dei manager. La Spagna ha messo l’asticella a quota 600mila euro, ma ha preteso la restituzione dei premi incassati dai vertici di Bankia. Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno istituito la figura dello “Special master”, incaricato di ridefinire le buste paga e i bonus. Solo la Gran Bretagna, tra molte polemiche, ha continuato a concedere compensi milionari ai numeri uno degli istituti nazionalizzati. In Italia, per ora, l’argomento è rimasto sotto traccia. E, visto che a livello europeo esistono solo “linee guida” ma non una normativa precisa, è tutto da vedere se il Tesoro dopo l’operazione di salvataggio del Monte dei Paschi di Siena avviata a fine dicembre accoglierà la richiesta dei sindacati dei bancari di ridurre lo stipendio del numero uno portandolo a circa un quinto del valore attuale. E facendolo rientrare nel tetto dei 240mila euro previsto per i manager di società partecipate dallo Stato, soglia dalla cui applicazione, tecnicamente, le aziende quotate in Borsa come Mps (al momento tutti i titoli sono congelati) sono escluse. Continua a leggere…..