sabato 28 gennaio 2017

Gentiloni: “No a manovre depressive”. Ma Padoan frena sull’infrazione Ue

Il ministro contrario a rompere le trattative. Il premier: “Rispetteremo le regole”
La trattativa sui conti pubblici italiani si è sdoppiata. Da un lato prosegue quella con Bruxelles per trovare un punto d’incontro sulle richieste di correzione della manovra. Dall’altro si è aperta quella romana tra via XX Settembre (ministero del Tesoro) e via del Nazareno (sede del Pd). Il ministro Pier Carlo Padoan ha mandato ieri da Bruxelles un segnale chiaro a chi vorrebbe rovesciare il tavolo con la Commissione e dunque correre il rischio di andare incontro a una procedura di infrazione: «Sarebbe un’inversione a U rispetto a quello che è stato costruito fino ad ora». Lo strappo comporterebbe inoltre «un grosso problema in termini di reputazione che l’Italia ha costruito». Parole chiarissime che sono indice dello scontro che in questo momento vede contrapposti lo stesso Padoan e Matteo Renzi. Tre giorni fa l’ex premier ha bollato come «letterine ridicole» la richiesta scritta della Commissione, che ha invitato l’Italia a correggere i propri conti pubblici con una mini-manovra da 3,4 miliardi. Il segretario del Pd lo ha scritto sul suo blog alla vigilia del viaggio di Padoan a Bruxelles. E giovedì, nelle ore in cui il ministro era seduto al tavolo dell’Eurogruppo, dal Nazareno è arrivata un’altra bordata nella stessa direzione: «La lettera di Bruxelles è irricevibile», firmato Matteo Orfini, presidente del Pd.   Continua a leggere…..