venerdì 13 gennaio 2017

Inchiesta Consip, il verbale dell’interrogatorio di Lotti: “A Vannoni avrei voluto dare una testata”

Esclusivo - Ecco il verbale del ministro. “Mi ha detto di aver raccontato bugie sul mio ruolo nella fuga di notizie rispetto all’indagine”. E ancora: "Alle mie rimostranze sulla falsità delle sue affermazioni, ha ammesso di aver mentito scusandosi poi in modo imbarazzato". Sullo sfondo, all'interno del Giglio magico, è in corso la "guerra dei petali"
Il 21 dicembre, subito dopo aver confermato ai magistrati di Napoli che Luca Lotti era tra quanti avevano allertato il Giglio Magico sull’inchiesta Consip, Filippo Vannoni ha preso un treno per tornare a Firenze ma si è fermato a Roma: si è precipitato a Palazzo Chigi per riferire all’amico ministro quanto aveva detto agli inquirenti. Confessandogli, però, di aver mentito ai pm sul suo coinvolgimento. Questo è quanto racconta Lotti il 27 dicembre al pubblico ministero di Roma Mario Palazzi al quale si presenta dopo aver scoperto di essere indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento proprio per aver riferito dell’esistenza dell’inchiesta Consip.La ricostruzione di quanto avvenuto quel giorno è uno dei passaggi più rilevanti del verbale di dichiarazioni spontanee rese dall’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Un verbale non segretato e del quale il Fatto Quotidiano ha potuto prendere visione. Dopo aver specificato di conoscere Vannoni dal 2008 ma di non “averlo incontrato nel corso del 2016”, Lotti spiega di esserselo ritrovato davanti per puro caso proprio “il 21 dicembre”. Racconta il ministro che all’alba di quel mercoledì mattina, poco prima delle sette, ha “incontrato casualmente alla stazione di Firenze il Vannoni, con il quale mi sono velocemente salutato apprendendo che si stava recando a Napoli”. I due salgono sullo stesso treno che parte alle 6.50 da Santa Maria Novella.
Lotti alle 8.48 scenderà a Roma Termini, mentre Vannoni proseguirà fino al capoluogo campano dove arriva alle 9.55 e corre in procura perché convocato dai pm Henry John Woodcock, Enrica Parascandalo e Celeste Carrano. Del resto quella mattina su quel treno Vannoni ci sale solo per questo motivo: andare a Napoli per essere interrogato dai magistrati che da lui vogliono la conferma di quanto dichiarato da Luigi Marroni, amministratore delegato di Consip, e cioè che la soffiata sull’inchiesta è arrivata da alcuni soggetti: il comandante dell’Arma, Tullio Del Sette; il comandante dei carabinieri della Toscana, Emanuele Saltalamacchia, Lotti. E lui. Continua a leggere…..