lunedì 30 gennaio 2017

Juventus, che svolta col 4-2-3-1. La chiave è Mandzukic

Impressionante la qualità della squadra di Allegri col nuovo modulo, ma regge anche la fase difensiva. Col rientro di Marchisio possibili molte varianti
Il calcio parlato è fatto di molte banalità. Nella categoria rientra di diritto il concetto di "partita della svolta". Però stavolta Juve-Lazio ci costringe a inflazionare ancora di più il concetto. Perché sette giorni fa è nata la nuova Juventus del 4-2-3-1. E con il 4-2-- qualità sono arrivati anche il passaggio alla semifinale di Coppa Italia e la più che convincente prestazione di oggi col Sassuolo.
QUALITA' IMMENSA — 16', 21' e 25'. I minuti impiegati dalla Juve per andare sul 2-0 e sostanzialmente chiudere le ultime tre partite. E' vero, gli avversari affrontati col nuovo schema non si chiamavano Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco. Ma parliamo comunque di tre squadre con qualità ben precise, che avrebbero potuto evidenziare eventuali crepe. La Juve pre-natalizia veniva spesso criticata perché esprimeva un gioco non sempre all'altezza dei giocatori di cui dispone. Ma ora Allegri sembra aver trovato il modo di esaltarli. Il 4-2-3-1 aiuta Pjanic, che ha più margine di azione non catalizzando più il pressing avversario. Cuadrado può liberare la sua corsa con un terzino puro alle spalle, e il Pipita Higuain riceve più palloni, sia lateralmente che centralmente. E i ringraziamenti del Pipita arrivano sotto forma di un sostanziale aiuto quando gli avversari hanno la palla. Paulo Dybala si allontana un po' dalla porta, ma nel gioco di raccordo è formidabile. E poi c'è il vero segreto di questo modulo, Mario Mandzukic. Il giocatore più importante della Juve in questo momento. I suoi polmoni gli consentono ripiegamenti profondi, la sua stazza di vincere quasi tutti i duelli e i contrasti. Sia di testa, specialità della casa, che di piede, come in occasione del favoloso tacco a liberare Alex Sandro sul primo gol. Inoltre, la palla alta sul croato in fascia, lo vede opposto ai terzini, solitamente più bassi e meno abili dei centrali nel gioco aereo. Continua a leggere…..