mercoledì 18 gennaio 2017

La disubbidienza delle “lucciole” non va punita

Il “foglio di via” era illegittimo: non rispettandolo, non hanno commesso alcun reato
Quattro prostitute romene non sono state punite per aver disubbidito all’ordine del questore che aveva loro imposto di andarsene da Alessandria e di non farci ritorno per almeno tre anni. Non solo restarono in città, a praticare il «mestiere», incuranti del «foglio di via obbligatorio», ma il loro comportamento, passato al vaglio di un giudice, non è stato ritenuto colpevole. Anzi, tutte e quattro - le prime tre difese da Silvio Bolloli, la quarta da Carlo Grassi - sono state assolte. Motivo: il «foglio di via» era illegittimo e, quindi, le donne, non rispettandolo, non hanno commesso nessun reato.  Quei provvedimenti, adottati da questori in diverse città per comprensibili e dichiarati motivi di sicurezza e ordine pubblico, oltre che decoro, sono caduti al controllo di legittimità. Premessa: i fogli di via in questione erano praticamente dei prestampati, con l’elenco di una serie di illeciti, attribuibili in maniera generalizzata a tutti i casi contestati, paventando, ad esempio, il rischio di turbare dei bambini o di adescare dei minorenni, o creare problemi alla circolazione stradale. Dove? In viale Massobrio vicino all’ex Centrale del Latte o in Spalto Marengo? E quando? Alle 23,58 di una data di aprile 2014? I difensori Bolloli e Grassi hanno sollevato il sopracciglio perplessi: e quali sono mai i bambini e i ragazzini che a mezzanotte circolano in quelle vie lì? E quanti ingorghi stradali sono stati segnalati? A meno che le giovani si fossero già «distinte», ad esempio, per atti osceni o adescamento: no, manco una denuncia. Allora, al giudice Sergio Tacchino non è rimasto che disapplicare i provvedimenti amministrativi ritenuti illegittimi (in quanto non aderenti al reale comportamento delle 4 signorine incriminate). E assolvere.