lunedì 30 gennaio 2017

La facoltà di Medicina aprirà una sede ad Alessandria? Non c’è nulla di concreto ma se ne parla

A livello logistico le aule non sarebbero un problema. Ma aprire una facoltà di Medicina è cosa diversa da un corso di laurea: si dipende dalla Regione, poi da ben due ministeri
Oggi pomeriggio in municipio s’incontreranno rettore, sindaco, rappresentanti della direzione sanitaria dell’ospedale e del Dipartimento di Scienze dell’Upo. Il tema è caldo e importante: la facoltà di Medicina ad Alessandria. Quella che sembrava essere una boutade dell’assessore all’Ambiente Claudio Lombardi - che risale ormai a due anni fa - ha cominciato a diventare un progetto e poi un’idea più concreta, su cui lavorano e s’impegnano in tanti. E lunedì scorso è toccato al sindaco Rita Rossa aggiungere solidità a quella che sembrava un’impresa impossibile: «Ci sono serie possibilità di portare la facoltà in città». A qualcuno si è accesa una lampadina, altri sono sotto la «luce» già da molti mesi.  Ad esempio, Roberto Barbato de l Disit, che di luce è uno studioso (ha pubblicato ricerche sulla fotoprotezione) e che lavora al fianco del direttore del Disit Leonardo Marchese in molti progetti che guardano al futuro. Sulla possibilità di portare Medicina ad Alessandria è cauto e giustamente dice che «l’unica persona che può dire cose effettivamente attendibili è il rettore».  Aspettando l’incontro, però, conferma: «Con l’ospedale stiamo già portando avanti un’interazione scientifica e didattica. Auspichiamo che questa operazione venga portata a termine, ma chi può deciderlo sono appunto il rettore Cesare Emanuel e il direttore della scuola di Medicina di Novara, Giorgio Bellomo», che si era espresso molto a favore. «A livello logistico - continua Barbato - le aule non sarebbero un problema. Ma ricordiamoci che aprire una facoltà di Medicina è cosa diversa dall’apertura di un corso di laurea: si dipende dalla Regione, poi da ben due ministeri», Università e ricerca e Sanità. «Ci vuole contributo e consenso, oltre che interesse, di vari enti». Il Comune è già d’accordo, il primo passo è l’incontro già programmata da tempo.