mercoledì 18 gennaio 2017

Milan, Niang ha fatto infuriare tutti ma Montella non vuole perderlo

Club e tecnico si aspettano un cambio di atteggiamento dopo l’irritante prova di lunedì a Torino da parte del francese
Nel tunnel c’è ancora luce a sufficienza per ritrovare l’uscita. Ma guai a fare altri passi verso il lato oscuro, quello che periodicamente avvolge la vita calcistica di Niang e rimette in piedi i soliti mille punti interrogativi. I dieci minuti giocati nel finale di Torino hanno scavato un solco con tutto ciò che gli stava intorno: allenatore, compagni, dirigenza e tifosi. Un atteggiamento indisponente, generato da un errato senso di ingiustizia per le ultime panchine. Una percezione sbagliata da parte del giocatore, da settimane in evidente fase calante. Nel dopogara Montella s’è fatto portavoce del fastidio generale, tirandogli le orecchie: «Deve fare di più, stavolta niente complimenti». E ci mancherebbe.In quei dieci minuti di M’Baye al mondo Milan non è piaciuto nulla: né la fase difensiva, con uno scarso aiuto alla squadra rimasta in dieci in un momento cruciale, né la fase offensiva, che non ha supportato nonostante fosse il più fresco di tutti. La parola quindi è una sola: atteggiamento. Qualcosa che nella carriera del francese è mancato sovente, ma un problema che quest’anno pareva essere stato risolto. La parabola discendente è cominciata a inizio novembre con un brutto virus influenzale che gli ha fatto perdere l’eccellente condizione, mai più ritrovata. E così sono arrivate quattro panchine (fra cui la Supercoppa) nelle ultime otto partite, più due rigori di fila sbagliati, che mentalmente sono stati una botta. Il tasto su cui batte Montella però è che gli altri riservisti quando vengono chiamati in causa si fanno trovare pronti. Soprattutto con la testa. Come verrà gestita la situazione? Dopo il bastone arriverà la carota, perché il Milan e Montella non possono e non vogliono perdere per strada Niang (che peraltro non è in alcun modo sul mercato). Gli sarà rinnovata la fiducia e la stima, e allo stesso tempo gli sarà chiesto di non ripetere errori del genere. Il Milan, insomma, gli starà vicino e le sette partite nel prossimo mese gli daranno l’occasione per rimettersi in vetrina.Continua a leggere…..