sabato 28 gennaio 2017

“Non ci fu raggiro al patron dei grigi”. Veltroni aveva denunciato Fabbio, Repetto e Roluti

Archiviazione: nessuno fece false promesse all’ex patron all’epoca dell’acquisto della società e sulla vicenda del nuovo stadio
Quando l’imprenditore aretino Giorgio Veltroni comprò, nel 2010, l’Alessandria Calcio (che versava in un tale stato di crisi da rischiare di non potersi iscrivere al campionato) non lo fece certo per fede sportiva, ma con la prospettiva di fare un affare attraverso un progetto parallelo: la realizzazione di un nuovo stadio ad Alessandria.  L’imprenditore comprò la società dei grigi, ma l’impianto sportivo non si fece mai. L’auspicato business, quindi, fu un flop e Veltroni ne incolpò l’allora sindaco Piercarlo Fabbio, il presidente Amag dell’epoca, Lorenzo Repetto, indicato come suo braccio destro, e l’architetto Giovanni Roluti che avrebbe dovuto progettare campo di calcio e strutture aggregate. Li denunciò tutti e tre per truffa.  Da allora, sono passati più di cinque anni e, dentro questo lasso di tempo, è transitato un complesso e difficoltoso pezzo di storia alessandrina che nessuna delle persone coinvolte avrebbe allora potuto immaginare.  Arrivati a oggi, la pagina giudiz iaria aperta dalla querela del settembre 2011 si chiude con l’archiviazione ordinata dal gip Tiziana Belgrano. Il giudice ritiene che Veltroni non fu vittima di artifici e raggiri, architettati con la matrice della malafede dai tre indagati. Era stato già lo stesso pm Fabrizio Givri a chiedere al gip questo pronunciamento. Aveva motivato la sua istanza definendo «infondata l’accusa che Fabbio, Repetto e Roluti abbiano posto in essere condotte artificiose o raggiranti al fine di carpire il consenso di Veltroni ad acquisire la Società Alessandria Calcio 1912 srl».  Continua a leggere……