venerdì 13 gennaio 2017

Pronto soccorso, due settimane di fuoco al San Giacomo

Novi Ligure
Da Natale all'Epifania oltre 1.200 pazienti hanno intasato il Dea dell'ospedale novese. Il sindacato degli infermieri denuncia: "Insensata la decisione di depotenziare il pronto soccorso a Tortona e Acqui". Orlando (Osservatorio sulla salute): "Il collasso era facilmente prevedibile, organico insufficiente". E il direttore generale dell'Asl lancia l'allarme sulla sostenibilità del nostro sistema sanitario
NOVI LIGURE – Due settimane di fuoco per il pronto soccorso dell’ospedale di Novi Ligure. Complici le festività e il picco stagionale dell’influenza, al Dea del San Giacomo – il dipartimento di emergenza e accettazione – dal 25 dicembre all’8 gennaio si sono presentate ben 1.249 persone. Di queste, solo 335 erano in condizioni di effettiva urgenza (310 “codici gialli” e 25 “codici rossi”). La maggioranza dei casi è stata invece rappresentata dai codici “verdi” (860) e “bianchi” (54).Nei vari ospedali della provincia il picco si è registrato in corrispondenza con capodanno. La situazione è stata denunciata dal Nursind, il sindacato degli infermieri. «Quasi 400 accessi in meno di 24 ore: per la precisione, 378 persone si sono recate nei reparti d’urgenza dalla mezzanotte del 31 dicembre alle 22.00 del 1° gennaio», ha fatto sapere il segretario provinciale del Nursind Salvatore Lo Presti. Dei 378 accessi dichiarati dal sindacato, quasi la metà sono relativi al solo pronto soccorso di Alessandria, che da tempo convive con una situazione di sovraffollamento, dovuto «alla insana scelta di depotenziare i reparti di Pronto Soccorso di Acqui Terme e Tortona», spiega Lo Presti. La decisione presa dalla Regione – afferma il Nursind – ha inevitabilmente provocato l’intasamento dei Dea di Alessandria, Casale Monferrato e Novi. Continua a leggere…..