venerdì 24 febbraio 2017

Antonio Conte e la sua vita a Londra: tra Cudicini, Ancelotti, la moglie e un tifo sfrenato

Il tecnico racconta le sue difficoltà iniziali e il rapporto con i tifosi nei suoi primi sette mesi al Chelsea. Dall'ex portiere insegnante di inglese al sostegno incredibile dei sostenitori
Sei mesi da trionfatore. Mr Antonio Conte, dopo qualche problema di adattamento a inizio stagione (dopo la sconfitta 3-0 all'Emirates del 24 settembre era -8 dal City primo), ha rapito a suon di vittorie e prestazioni il cuore dei tifosi del Chelsea. Dopo 25 giornate i Blues continuano a percorrere la strada tracciata verso la Premier, con Guardiola secondo lontano 8 punti. Una parabola in continua ascesa raccontata dallo stesso Conte, che - in una lunga intervista fatta dallo storico del Chelsea Rick Glanvill e uscita sul sito ufficiale del club - racconta i suoi primi mesi di vita londinese. Le lezioni di inglese di Cudicini, le chiacchierate con Ancelotti, la sua educazione, la sua voglia di vincere il campionato e un lavoro nel quale non si tralascia alcun dettaglio. L'allenatore Blues si racconta a tutto tondo.
"LA PRIMA ESPERIENZA ALL'ESTERO" — E parte parlando della sua ammirazione per il Chelsea, che ha radici lontane: "Ho seguito a lungo il club, molti giocatori italiani hanno giocato qui, ma anche allenatori. Vialli, Zola e anche Di Matteo, con cui ho giocato in Nazionale. Con Gianluca (Vialli, ndr) ho giocato molti anni alla Juve. Abbiamo vinto la Champions League insieme e io sono diventato capitano quando lui se n'è andato". L'allenatore racconta poi i suoi primi mesi lontano dall'Italia: "E' la mia prima esperienza all'estero. All'inizio non è stato semplice. Ma ora mi sto abituando. Sono fortunato - continua il tecnico -, a stare a Londra e in una realtà come quella del Chelsea. Abbiamo un bellissimo centro di allenamento, e un presidente che è molto vicino alla squadra, Abramovich". Continua a leggere…..