mercoledì 1 febbraio 2017

Armi vendute a Iran e Libia, la società di Pardi aveva assunto la segretaria di Dell’Utri e un ex deputato del Pdl

"Per operare sul mercato la predetta Società Italiana Elicotteri utilizza accordi commerciali con soggetti terzi e solitamente provvede all’assunzione di soggetti con prestigiosi incarichi istituzionali, o con forti legami con il mondo politico", scrivono i pm nel decreto di fermo delle quattro persone accusati di fare parte di un sodalizio criminale che esportava materiale militare in Stati colpiti da embargo. Nelle carte la storia dell'inchiesta, i contatti con la mala del Brenta, la storia dei coniugi convertiti all'Islam
La segretaria di Marcello Dell’Utri e l’ex deputato del Pdl Riccardo Migliori. Ma anche ex ufficiali dell’Aeronautica militare. Sono i collaboratori scelti da Andrea Pardi per la sua Società Italiana Elicotteri. Persone assunte soprattutto per i “prestigiosi incarichi istituzionali” di cui sono titolari, o anche grazie ai “forti legami” che intrattengono “con il mondo politico”. E in questo modo che la società di Pardi operava sul mercato. Se quel mercato sia davvero rappresentato anche dalla vendita illegale di armi ed elicotteri a contingenti Isis in Libia o a Paesi sotto embargo con l’Iran sarà un giudice a deciderlo.“Pericolo di fuga dovuto a rapporti con estero” – Pardi, infatti, è tra le quattro persone fermate stamattina dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Venezia su ordine della procura di Napoli. I pm partenopei Catello Maresca, Cesare Sirignano e Maurizio Giordano accusano lui, i coniugi  Mario Di Leva e Annamaria Fontana e un cittadino libico di fare parte di un sodalizio criminale che esportava materiale militare e a “duplice uso” – tipo le eliambulanze facilmente riconvertibili per uso bellico – in Stati colpiti da embargo. Il fermo dei quattro è stato ordinato per un possibile pericolo di fuga emerso “attraverso l’adozione di contromisure di carattere telefonico e atteggiamenti elusivi, utilizzando linguaggi criptici e mezzi tecnologici avanzati, allo stato non intercettabili”. Ma non solo. Perché per i pm anche “i rapporti con soggetti orbitanti all’estero e provenienti da aree particolarmente delicate anche per la presenza di gruppi armati di matrice terroristica, qui di seguito documentati, appaiono elementi assolutamente concreti che attestano la sussistenza di un reale pericolo di fuga“. Contnua a leggere……